Dalla deroga al vincolo triennale all’apertura degli organici dell’autonomia per il rientro di tutti i docenti deportati dalla riforma. Queste in sintesi le proposte dei nastrini rossi portate all’attenzione delle organizzazioni sindacali che domani siederanno al Miur per l’incontro con il ministro Giannini.\r\n“Siamo stati costretti ad affidare per ben due volte al Governo e ad un fantomatico “algoritmo del cervellone del Miur” le nostre sorti di docenti e di persone trovandoci ora costretti a separarci dalle nostre famiglie e dalle nostre terre”, affermano i nastrini rossi, i docenti immessi in ruolo nelle fasi nazionali B e C da GAE, ora di nuovo uniti nella fase C della mobilità 2016.\r\n“Il CCNI dell’8 aprile 2016 ha di fatto non realizzato la parità di trattamento garantita dalla Costituzione Italiana attraverso l’invenzione di fasi che hanno stabilito, solo in un momento successivo all’immissione in ruolo, una gerarchia di merito tra docenti che hanno gli stessi titoli, gli stessi doveri e quindi, in teoria, gli stessi diritti.\r\nPer questo – asseriscono – adesso ci siamo uniti: per vedere garantiti i nostri diritti.\r\nI numeri degli effetti di questa mobilità forzosa, parlano di oltre 3mila docenti pugliesi trasferiti al centro nord, circa 7mila docenti campani, circa 4cento abruzzesi e circa 9mila e 7cento siciliani! La fase delle assegnazioni provvisorie si è conclusa e una parte di noi non l’ha neppure ottenuta. Non possiamo non pensare ai colleghi che non hanno avuto l’AP: ora sono lontani da casa e costretti a spendere tutto il loro stipendio tra vitto, alloggio e viaggi.\r\nNoi non vogliamo ledere i diritti di altri gruppi di colleghi (precari ancora in GAE, vincitori del concorso 2016), tanto che non abbiamo accusato nessuno e non abbiamo protestato quando sono stati accantonati posti per le nuove assunzioni in provincia ed in Regione per i GAE e per i vincitori di concorso, posti che comunque se fossero spettati a noi, avrebbero ridotto gli esiti della nostra tragica mobilità.\r\nNoi chiediamo alle organizzazioni sindacali di sostenerci davvero e di credere nelle nostre richieste legittime sostenute dalle norme. Siamo stati colpiti duramente e ne stiamo pagando le conseguenze. Siamo consapevoli della validità e liceità delle nostre proposte e delle nostre richieste e crediamo di poter essere tutelati perché siamo state, per il momento, le uniche vittime sacrificali di una riforma che anche secondo voi di buono ha davvero poco.\r\nUna scuola che sia davvero “buona” dovrebbe valorizzare le risorse umane locali che ben conoscono la realtà scolastica territoriale, talvolta davvero unica risorsa culturale di un’area geografica. Il vostro appoggio – concludono i nastrini rossi – interessa non solo i destini individuali dei docenti e delle loro famiglie, ma soprattutto la qualità e l’efficacia dell’intero sistema educativo”.

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