Le temperature che si registrano ogni estate nei quartieri di Bari non sono tutte uguali e a deciderlo non è soltanto la geografia, ma anche il reddito di chi ci abita. È da questo presupposto che è partita la nuova tappa della campagna “Che Caldo Che Fa!”, promossa da Legambiente con RSE come partner tecnico e Nuova Ecologia come media partner, che dopo Napoli, Milano, Terni, Roma e Torino è giunta a Bari per raccontare cosa significa vivere la cooling poverty, cioè la difficoltà di proteggersi dal caldo estremo nei quartieri più fragili delle città.
I numeri raccolti per il capoluogo pugliese raccontano un innalzamento costante delle temperature. Secondo i dati Istat, la temperatura media del 2023 si è attestata a 18,6°C, con un aumento di 1,1°C rispetto alla media del periodo 2006-2015 e di 1,6°C se il confronto viene fatto con la media storica 1971-2000. Guardando ancora più indietro, secondo Berkeley Earth l’aumento della temperatura media dal 1960 arriva a 2,15°C, un valore superiore alla media nazionale di crescita rispetto al periodo preindustriale, ferma a 1,48°C secondo il Rapporto SNPA 2023. A preoccupare è anche il dato sulle notti tropicali, quelle in cui la temperatura minima non scende sotto i 20°C: nel 2023 sono state 101, cioè oltre tre mesi, con un incremento di 12,2 notti rispetto alla media 2006-2015. Tra il 2015 e il 2025 la città ha inoltre registrato 33 eventi meteo estremi, secondo l’Osservatorio CittàClima, e nell’estate 2025 si sono verificate tre ondate di calore tra giugno e luglio, con quattro giorni di livello 2 di allerta, anche se non si sono raggiunti giorni di livello massimo 3 secondo i bollettini del Ministero della Salute.
A raccontare le disuguaglianze termiche tra i quartieri di Bari è l’analisi delle temperature medie diurne al suolo condotta attraverso i dati satellitari Landsat sul periodo 2015-2025. Il quartiere più caldo risulta essere Carbonara-Ceglie-Loseto, con 44,8°C, seguito da San Paolo-Stanic a 44,2°C, Palese-San Spirito a 43,3°C, Picone-Poggiofranco e Carrassi-San Pasquale entrambi a 43°C, Japigia-Torre a Mare a 42,8°C, Libertà-Marconi-San Girolamo-Fesca a 41,8°C, Madonnella a 41°C, fino al quartiere più fresco, Murat-San Nicola, a 39,4°C.
Sul fronte sociale, il reddito medio annuo del Comune di Bari è di 26.850 euro, un valore leggermente sotto la media nazionale, ma che scende a poco più di 19.263 euro nella zona che comprende San Paolo, San Girolamo, Fesca e la Zona Industriale, secondo le dichiarazioni dei redditi Irpef 2024. Il tasso di occupazione comunale è al 60%, contro il 62,5% della media italiana, mentre l’indicatore di disuguaglianza del reddito netto, che misura il rapporto tra il 20% della popolazione con il reddito più alto e il 20% con quello più basso, è pari a 14, superiore alla media nazionale di 11,6. Il quartiere San Paolo mostra inoltre uno dei valori più critici della città per quanto riguarda l’indice di disagio socioeconomico Idise, fermo a 103,9, calcolato da Istat sulla base di nove indicatori che riguardano le dimensioni sociale, economica, lavorativa ed educativa, dove il valore di riferimento comunale è fissato a 100. Sul piano demografico, la popolazione comunale nel 2025 è di 316.248 abitanti, di cui il 51,7% donne e il 48,3% uomini, distribuiti in 42.840 residenti tra 0 e 17 anni, 55.185 tra 18 e 34 anni, 134.157 tra 35 e 64 anni e 84.066 over 65.
Per individuare le zone più esposte alla povertà energetica, RSE ha incrociato dati demografici, edilizi ed economici, costruendo un indicatore che tiene conto della spesa energetica delle famiglie, del reddito e di un indice sintetico chiamato IDF. Tra i quartieri con il patrimonio edilizio più energivoro, dove i costi potenziali di riscaldamento e raffrescamento sono più alti, emergono San Paolo, Loseto, Japigia e San Pasquale, mentre le condizioni economiche più critiche si concentrano soprattutto a Libertà, San Nicola, Stanic, Madonnella e Picone. Guardando ai valori dell’indicatore raccolti quartiere per quartiere, San Paolo registra una spesa energetica di 0,74, un reddito di 0,43 e un IDF di 0,59, il valore più alto della città. Seguono San Nicola con 0,47, 0,45 e 0,49, Palese-Macchie con 0,48, 0,42 e 0,47, Ceglie del Campo con 0,52, 0,42 e 0,45, Libertà con 0,58, 0,46 e 0,44, Carbonara di Bari con 0,57, 0,43 e 0,43, Madonnella con 0,59, 0,44 e 0,42, Murat con 0,60, 0,44 e 0,42, Stanic con 0,61, 0,44 e 0,42, Picone con 0,61, 0,44 e 0,42, Torre a Mare con 0,59, 0,41 e 0,41, Carrassi con 0,62, 0,43 e 0,41, Santo Spirito con 0,63, 0,43 e 0,40, Marconi-San Girolamo-Fesca con 0,65, 0,41 e 0,38, San Pasquale con 0,67, 0,42 e 0,37, Japigia con 0,70, 0,43 e 0,36, fino a Loseto, che chiude la classifica con 0,70, 0,40 e 0,35. Dalla sovrapposizione di questi dati, i quartieri che presentano la situazione di massima criticità risultano San Paolo, San Nicola, Palese-Macchie, Ceglie del Campo e Libertà.
Proprio San Paolo è stato scelto per il monitoraggio sul campo della campagna nella tappa barese. Situato nel quadrante ovest della città e collegato al centro dal 2008 tramite la linea ferroviaria FM1, il quartiere conta circa 28.000 abitanti su una superficie di 9,11 km², con una densità abitativa superiore a 3.000 abitanti per km². All’interno del quartiere è stato perimetrato, con il supporto dei circoli territoriali e del coordinamento regionale di Legambiente Puglia, un’area di circa 1 km² su cui è stata condotta un’analisi preliminare online seguita da una verifica diretta sul campo, per osservare le caratteristiche legate al comfort termico estivo, dai servizi sanitari alle scuole, dalle aree verdi alle infrastrutture grigie e blu, come portici, fermate del trasporto pubblico, fontanelle e casette dell’acqua. Su 35 elementi di interesse individuati tra servizi e strutture, 22, quasi il 63%, risultano direttamente esposti al sole nelle ore centrali della giornata. Tra i luoghi dedicati alla salute risultano esposti il poliambulatorio e l’unico centro analisi presente nell’area, mentre l’ospedale più vicino si trova a circa 2 km di distanza. Anche i servizi quotidiani mostrano criticità simili: l’unico supermercato, l’unica posta e 4 dei 6 ristoranti, pizzerie o tavole calde presenti sono esposti al sole. Tra le scuole, tutte le strutture presenti nell’area, un nido, una scuola d’infanzia, una primaria, una media e una superiore, risultano esposte. Sul fronte del verde e dell’acqua la situazione è ancora più critica: nell’areale si trovano solo due parchi, un giardino ricavato all’interno di una piazza e una piscina, ma nessun viale alberato, nessuna panchina o tavolino, e una sola fontanella per tutta la zona.
Per approfondire l’impatto del calore a livello di strada, sono state realizzate anche delle termografie, le immagini che restituiscono in modo visivo le temperature superficiali attraverso una scala cromatica dal blu al rosso. Gli scatti sono stati effettuati il 15 luglio 2026, tra le 11 e le 14, con condizioni meteo sereno e soleggiato, lungo due percorsi costruiti secondo la logica della città dei 15 minuti, pensati per attraversare i luoghi della vita quotidiana del quartiere.
Il primo percorso parte dalla fermata del trasporto pubblico “Cittadella”, dove con una temperatura ambiente di 35,9°C e un’umidità del 30% la temperatura al suolo vicino all’ingresso raggiunge in media 51,5°C, contro i 35,1°C della porzione in ombra, oltre 16°C di differenza. Poco distante, la lunga seduta pensata per l’attesa risulta completamente esposta al sole e arriva in media a 44,6°C, con temperatura ambiente di 37,6°C e umidità al 28,1%. Al supermercato all’angolo tra via N. Cacudi e via Vito Stifano, con temperatura ambiente di 38,2°C e umidità al 30,1%, la pavimentazione esposta al sole vicino all’ingresso tocca 46,5°C, mentre la parte ombreggiata dal porticato scende a 35,1°C. Davanti alla farmacia De Leonardis, in Piazza Europa, con temperatura ambiente di 37,3°C e umidità al 28,6%, il suolo passa da 51,5°C al sole a 37°C all’ombra grazie alla presenza di alberi. Anche l’ufficio postale di Bari 26, sempre in Piazza Europa, con temperatura ambiente di 36,7°C e umidità al 29,4%, mostra un forte divario tra i 38,2°C dell’area ombreggiata e i 50,7°C di quella esposta, con una fontana al centro della piazza attualmente non funzionante e con acqua stagnante. Alla direzione didattica Cep 4 19 Circolo, scuola d’infanzia statale plesso La Nave, in via Grazia Deledda, con temperatura ambiente di 39,9°C e umidità al 31%, la pavimentazione vicino all’ingresso raggiunge in media 53°C, oltre 13°C in più rispetto alla temperatura dell’aria. Al Parco della Legalità, in via Antonio Lanave, con temperatura ambiente di 39,1°C e umidità al 30,7%, la pavimentazione tocca 48,7°C e l’erba, ormai bruciata dal sole, arriva a 47,2°C; in un secondo scatto, con temperatura ambiente di 39,4°C e umidità al 30,9%, la pavimentazione sale a 51°C e la superficie gommata sotto ai giochi raggiunge 66°C. Lungo la pista ciclabile di via Barisano da Trani, con temperatura ambiente di 36,2°C e umidità al 36,2%, la superficie della ciclabile arriva a 52°C mentre la nuova pavimentazione a lato tocca 60°C. Al Bosco Verde Incontro, area abbandonata e degradata nonostante il nome, con temperatura ambiente di 36°C e umidità al 37%, il terreno erboso ormai arido misura in media 51,8°C, un valore molto vicino a quello del cemento.
Il secondo percorso comincia in via Barisano da Trani, dove si trovano vicini l’associazione di volontariato “Incontra ODV”, la scuola media statale “Manfredi Azzarita” e il centro polifunzionale “Casa delle Culture”. Con temperatura ambiente di 38°C e umidità al 34,9%, la rampa di accesso al centro culturale raggiunge in media 56,7°C; in un secondo scatto, con temperatura ambiente di 38,3°C e umidità al 35%, il suolo all’ingresso arriva a 55,6°C, mentre la porzione ombreggiata dal tendone posto all’ingresso della scuola scende a 39,1°C. Al parco “Papa Giovanni Paolo II – Jiafei”, in viale Europa, chiuso al pubblico da oltre un anno e in condizioni di degrado, con temperatura ambiente di 35,4°C e umidità al 39,3%, l’erba secca raggiunge 44,1°C mentre la superficie sotto ai giochi tocca 75,2°C, il valore al suolo più alto registrato in tutto il monitoraggio. Alla fermata “Pugliese Barisano”, con temperatura ambiente di 37,6°C e umidità al 36,9%, il marciapiede raggiunge 44,3°C e la strada 47,3°C. Davanti alla farmacia di via Gaetano Granieri, con temperatura ambiente di 37,5°C e umidità al 36,6%, il marciapiede all’ingresso, privo di alberi o protezioni, arriva a 61,3°C, quasi 24°C in più rispetto alla temperatura dell’aria. Poco distante, davanti al supermercato sempre in via Gaetano Granieri, con temperatura ambiente di 36,3°C e umidità al 39,2%, il marciapiede tocca 56,1°C e la carreggiata, coperta dal nuovo asfalto nero, arriva a 61,8°C. All’ingresso del Municipio 3, a San Paolo, in via Vincenzo Ricchioni, con temperatura ambiente di 37°C e umidità al 41,4%, la pavimentazione davanti al cancello raggiunge 60,5°C, completamente priva di protezioni solari. Lungo la stessa via si trovano in fila tre piccoli giardini. Nel giardino di via Vincenzo Ricchioni, con temperatura ambiente di 39,1°C e umidità al 30,7%, la pavimentazione arriva a 53,3°C e la superficie sotto ai giochi a 73,3°C, con l’acqua della fontanella che risulta bollente. Nel giardino di via Nicola Leotta, dove gli alberi sono più maturi, con temperatura ambiente di 37,1°C e umidità al 44,6%, la pavimentazione resta invece a 39,5°C, poco sopra la temperatura dell’aria. Nel giardino Maria Colangiuli, con temperatura ambiente di 36,9°C e umidità al 47,8%, la pavimentazione raggiunge 55,4°C e la superficie sotto ai giochi 68,4°C. L’ultima tappa è la Chiesa Madre della Divina Provvidenza, in via Salvatore Tramonti, dove alle ore 14, con temperatura ambiente di 36°C e umidità al 45,7%, il marciapiede di accesso completamente esposto al sole raggiunge 56,7°C, mentre nella piccola zona ombreggiata, dove si radunano le persone in attesa, il suolo scende a 40°C.
Mettendo insieme tutti i rilievi condotti nel capoluogo, la temperatura ambiente più bassa registrata durante il monitoraggio, 35,4°C, è quella del parco “Papa Giovanni Paolo II – Jiafei” in viale Europa, mentre la più alta, 39,9°C, è quella rilevata davanti alla scuola dell’infanzia del plesso La Nave, in via Grazia Deledda. Sul fronte delle temperature superficiali, il valore più basso, 33,4°C, è stato misurato sul suolo in ombra vicino all’ingresso del supermercato tra via N. Cacudi e via Vito Stifano, mentre il valore più alto, 75,2°C, è quello della superficie sotto ai giochi nel parco “Papa Giovanni Paolo II – Jiafei”.
Sulla base di questi dati, Legambiente ha formulato alcune proposte rivolte alle amministrazioni. Tra queste, un piano straordinario di deimpermeabilizzazione e forestazione urbana che parta proprio dai quartieri di Bari più colpiti dalle isole di calore, San Paolo, Japigia, Libertà e Carbonara, prendendo esempio da interventi come quello del Parco Costa Sud a Japigia, con la richiesta alla Regione Puglia di sostenere questi progetti attraverso finanziamenti dedicati e il principio del consumo di suolo netto pari a zero. Viene chiesto anche di fissare obiettivi vincolanti di copertura arborea nei quartieri più vulnerabili, garantendo non solo nuove piantumazioni ma anche una manutenzione costante, evitando che le aree verdi si trasformino in isole isolate destinate a inaridirsi, come già osservato in alcuni siti di San Paolo. Un’altra proposta riguarda il rafforzamento della rete dei rifugi climatici avviata quest’anno dal Comune di Bari, chiedendo di aumentarne la capillarità proprio a partire da San Paolo, dove si registra una carenza quasi totale di zone d’ombra e infrastrutture blu, assicurando anche la piena funzionalità dei punti d’acqua, dopo i casi riscontrati di erogazione a temperature troppo elevate. Le ultime due proposte riguardano un piano di adattamento climatico per l’edilizia pubblica e sociale, con priorità alle famiglie più esposte alla povertà energetica nei quartieri con gli indicatori di disagio più critici, e un Piano Regionale sul Welfare Climatico accompagnato da un Osservatorio pubblico sulla vulnerabilità climatica, realizzato insieme ad Arpa Puglia, Asl, università, Protezione Civile e associazioni, per monitorare nel tempo l’efficacia e il reale utilizzo delle reti di protezione dal caldo.