E’ un “lei” istituzionale con cui mi rivolgo ad un sindaco che conosco da molti anni. Sono trascorsi mesi di duro non-confronto e quando c’è stato (Fortino di Sant’Antonio, guarda caso…) la mia voce, pur nell’assoluta correttezza che contraddistingue le mie parole, si è fatta sentire più di altre. La vicenda “via Sparano”, per come gestita, è stata ed è per me sconcertante, perché mai come in questo caso si è dato un peso assoluto al “non disturbate il conducente” anziché consentire ai viaggiatori di fargli capire che stava sbagliando strada. Poi, magari, egli stesso si è accorto ad un certo punto che la strada che va percorrendo è sbagliata e non porta da nessuna parte e sta provando a recuperare quella corretta, pur cercando di non farsene accorgere. E’ in questo senso che sto interpretando i segnali di questi ultimi giorni per via Sparano: smantellati in tempi eccezionalmente brevi i vasconi-seduta e portate altrove le palme (che preferisco identificare come il verde di via Sparano), è stato annunciato l’arrivo per fine mese di ben 50 panchine “provvisorie”, di tipo classico e con schienale. Panchine da giardinetti, per intenderci ed a cui i baresi, pensando che siano quelle nuove e permanenti, si abitueranno velocemente.\r\n\r\nPoi, è stata annunciata ed è in fase di sistemazione la presenza di contenitori per le cicche delle sigarette, cercando così di togliere la vergognosa abitudine, eliminate le vasche-contenitori di rifiuti, di buttarle per strada, tanto… Adesso, come fu vent’anni fa per le palme, mi aspetto che arrivino alberi provvisori, in attesa della sistemazione definitiva della strada, che invece non li prevede. Di tutto questo, evidentemente, si sente la mancanza e ci si è accorti che la sente anche la popolazione. Perché, sindaco Decaro, diciamocelo fra noi: così come ridotta, via Sparano è tremendamente brutta e vuota! E’ stato un salto indietro di decenni, un vuoto che allora venne risolto dall’arrivo delle palme. E quell’effetto cannocchiale, sciolto al sole dei giorni scorsi e ridicolizzato da quegli enormi e brutti gazebo che, credo, si prevede anch’essi di togliere pur non sapendo come. Mi permetto allora di insistere: li faccia arrivare, quegli alberi provvisori e, come fu per le palme, guardi l’effetto che fa e…li dimentichi!\r\n\r\nAiuteranno a rafforzare quella prospettiva che così, davvero, l’effetto cannocchiale è lontana dal fornire. E se vuole vedere in anticipo come potrebbe essere, torni un attimo in via Putignani, l’unica strada di Bari con un vero effetto cannocchiale e ammiri l’imponenza del Petruzzelli, verso cui una ben rafforzata prospettiva tende. A quegli alberi provvisori ma “dimenticati” ci abitueremmo tutti, nessuno potrebbe rimproverarle di aver cambiato idea e ne usciremmo tutti contenti e…vincitori. Già, perché quando si opera per la città, io di barriere non voglio neanche sentir parlare. E se anche a lei, come a me, sta a cuore la nostra Bari, allora non possiamo che stare dalla stessa parte: quella del bene della comunità.

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