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Basta un’ordinanza comunale a rendere Bari una città realmente pulita? E, una volta che sono stateiraccolti, che fine fanno i mozziconi di sigaretta che gettiamo – nel migliore dei casi – nei posacenere disseminati per le strade? A queste domande Giuseppe Carrieri di Impegno Civile per Bari ha dato una risposta concreta: investendo metà del suo indennizzo nell’acquisto di dieci posaceneri.

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“Risulta che il 70% degli esercizi pubblici non ottempera all’ordinanza e non mette i posacenere fuori dal locale, specialmente se ci allontaniamo dal Murattiano e da Madonnella. – denuncia Carrieri – Ma  il problema è anche che quelle cicche che vengono raccolte nei posacenere vengono buttate a fine giornata nell’indifferenziato. I mozziconi sono un rifiuto pieno di sostanze tossiche, una bomba ecologica se immessi nell’ambiente. Dalle fognature, arrivano in mare dove vengono mangiate dai pesci che a nostra volta mangiamo: così contaminano l’intera catena alimentare”.

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I posacenere, dall’inequivocabile forma di sigaretta, sono in tutto dieci e saranno posizionati nei punti più visibili della città, attraversati ogni giorno dai baresi e dai turisti. Il primo è già stato sistemato davanti al Comune di Bari, gli altri saranno presto a disposizione dei fumatori baresi e non che passeranno dal Petruzzelli, piazza del Ferrarese, Castello Svevo, piazza Mercantile e negli altri punti della movida cittadina.

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Il posacenere di Carrieri davanti al Comune di Bari
Il posacenere di Carrieri davanti al Comune di Bari
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“Dopo la protesta e la richiesta fatta all’Amiu per mettere i posaceneri – continua Carrieri – abbiamo deciso di autotassarci e acquistare degli oggetti riconoscibili, che si svuotano facilmente e bucati sul fondo per drenare l’acqua piovana. Sono stati prodotti da un’azienda barese, Astel, e sono costati 80 euro ciascuno, a fronte dei 300 di quelli dell’Amiu. Avevo detto in campagna elettorale che parte del compenso l’avrei restituito alla città. La tutela dell’ecosistema passa anche da questi piccoli gesti”.

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“Questa è green economy – conclude il consigliere –  la raccolta del rifiuto è solo il primo passo, ma ci sono esempi nel resto d’Europa che dimostrano che anche i mozziconi possono essere una risorsa: mi auguro che si crei una start up qui a Bari per trasformare questo rifiuto in oggetti utili alla comunità”.


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