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Nuova puntata della rubrica “Ma sì, diciamola tutta…” di Vito Raimondo\r\n\r\nRenzi  si rende conto che attaccare D’Alema in continuazione è controproducente?\r\n\r\nMa Matteo Renzi si rende conto che attaccando a giorni alterni il suo predecessore (nel partito e nel Governo)  Massimo D’Alema dimostra una debolezza di fondo nella difesa del “sì” al referendum (partigianeria inusuale e riprovevole per un premier)? E che, perciò, mette sulla bocca dell’ex leader concetti del tipo:” Il presidente dovrebbe governare il Paese , non andare in giro a fare comizi”. In soldoni:  un premier non può fare il partigiano (“sì” o “no” che sia). Deve pensare ai tantissimi problemi del Paese. Ogni minuto!\r\n\r\nIo sono d’accordissimo, con chi critica il movimentismo del premier, come giornalista e come semplice cittadino che potrebbe votare “sì”, ma che ora volge verso il “no” proprio per quella famelica attività di Renzi!\r\n\r\nL’intrigo tra Milan e il Gruppo cinese. Ricorda tanto quello tra Paparesta e il malese\r\n\r\n“La Gazzetta dello Sport” ha pubblicato un eccellente reportage sulle (nebulose) origini dei fututi (probabile) acquirenti del Milan di Berlusconi.\r\n\r\nUn inviato ha scandagliato i meandri della società-veicolo ( la Sino-Europe Sports Investment Management Chanxing) che dovrebbe inglobare la squadra rossonera, a cominciare dal presidente Li Yonghong.\r\n\r\nDall’indagine è venuto fuori che il signor Li, nella sconfinata Cina, non è conosciuto affatto e non si ha contezza nemmeno della sua consistenza patrimoniale  poggiata su una miriade di società e prestanome.\r\n\r\nCi pensate? E se quel signore, fotografato con Berlusconi a villa Certosa, si rivelasse per un fanfarone?\r\n\r\nMi viene in mente, al proposito, quel tizio della Malesia (Datò) che, mesi fa, prese in giro l’intera comunità sportiva (e politica, ahinoi!) sotto la spinta forsennata di un altro signor nessuno , finanziariamente: Gianluca Paparesta.\r\n\r\nIl calcio scommesse sulle maglie! La Fgci ci ripensa. Il Bari si sbrighi\r\n\r\n“E’ un paradosso che la Federcalcio si leghi ad un marchio di gioco d’azzardo”, declama il Codacons. Anche il Governo  (il vice ministro Bubbico) va giù pesante, accusando Interlot di non rappresentare gli stessi interessi del calcio. Intanto, è stato eliminato il simbolo della società di scommesse dalle maglie e dalle tute du tutti i giocatori.\r\n\r\nIl presidente della Figc, Tavecchio e il D.G., Michele Uva, vadano a farsi friggere per quella autentica idiozia. Ma lo stesso deve fare il nostro  Bari Calcio che, giorni fa, ha cucito sulle maglie dei giocatori il logo di una “bet” . Vi rendete conto? Proprio il Bari che porta ancora sulla pelle e nella memoria le ferite delle porcate di Masiello & C.\r\n\r\nFeste pubbliche di Natale e fine anno. Parte la cuccagna. Ma non si può evitare?\r\n\r\nCi risiamo. Comincia la corsa (demenziale) per assegnare fondi comunali destinati ad allestire gli eventi-pagliacciate  di fine anno a Bari. Pare che il Sindaco possa impegnare 400 mila euro: 180 per il Natale, 150 per Capodanno. In Comune, stanno preparando il bando per  gare su cui, immancabilmente, fioccheranno i ricorsi dei perdenti. Come da copione. Il tutto per cosa? Per avere il bis o il tris dei penosi eventi  con Vinicio Capossela (2014) e Gigi D’Alessio (2015) ? Spero di no. Mi affido, perciò, alla residua intelligenza di chi amministra la città. Basta sperperi!


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