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L’artrite è una malattia che colpisce in tarda età? Tutt’altro. In molti casi infatti i primi sintomi si avvertono intorno ai 25 – 30 anni. Parola di Giovanni Lapadula, direttore dell’Unità operativa di reumatologia del Policlinico, che oggi ha diffuso alcuni dati relativi alla malattia sul territorio. In Puglia si stima che siano 42mila le persone affette da poliartrite, di cui 21mila con artrite reumatoide.\r\n\r\nL’artrite, una malattia che colpisce anche i giovani\r\n\r\nIl dato più allarmante riguarda però l’effettiva conoscenza della malattia da parte dei pazienti. Soltanto in 7mila sul territorio sono esentati dal pagamento del ticket. E dei restanti 14mila malati? Non si sa nulla, con la possibilità, quindi, che neanche loro siano a conoscenza di esserne affetti. Una grave mancanza, visto che non c’è possibilità di guarigione senza una tempestiva diagnosi. “L’isolamento al quale ci si consegna – spiega Lapadula – porta a non programmare più la propria vita e a  perdere il futuro. Si finisce per vivere in un eterno presente dal quale è esclusa ogni pianificazione personale e relazionale”. Una situazione ancor più grave se a viverla è un giovane nel pieno della propria carriera: “Chi è affetto da artrite reumatoide agli arti superiori – prosegue – non riesce a scrivere la propria tesi di laurea. E a non laurearsi mai. Si fa imboccare perché non può usare le posate. Anche l’igiene personale è affidata ad altri”.\r\n\r\nI pericoli per le donne in gravidanza\r\n\r\nIl manifestarsi dell’artrite può essere un pericolo anche durante le gravidanze. La malattia colpisce infatti le donne in età riproduttiva, in quanto correlata allo sviluppo ormonale. Come spiega anche Lapadula, l’aggressività dei farmaci utilizzati per curare l’artrite può costituire un pericolo per il nascituro ed è un fattore con il quale le future mamme devono fare i conti. “A noi medici – prosegue – tocca informare e individuare un contraccettivo che le faccia vivere tranquille e che faccia giungere la gravidanza non solo quando la desiderano ma soprattutto quando la malattia lo permette”.\r\n\r\nIn passato alle donne affette dal “lupus eritematoso sistemico” – che in 9 casi su 10 colpiva il sesso femminile – si sconsigliava di intraprendere le gravidanze e, in caso di feto ormai formato, si raccomandava loro di abortire. “Oggi per fortuna la situazione è cambiata – assicura Antonella Vimercati, referente per le gravidanze a rischio materno-fetali del Dipartimento di Scienze biomediche e oncologia umana del Policlinico  -, perché otteniamo diagnosi più precoci prima che si verifichino danni d’organo permanenti”.\r\n\r\nL’osservatorio regionale sulle artriti\r\n\r\nPer monitorare il fenomeno è stato creato quando Vendola era presidente della Regione Puglia un osservatorio regionale guidato dallo stesso Lapadula. Nello specifico è sorta una rete di assistenza territoriale con centri che sopperiscano alle carenze dei tanti ambulatori dislocati sul territorio. Il progetto prevedeva anche la creazione di un registro di patologie reumatiche, che ancora non è partito. Servirà a fornire elementi di conoscenza e monitoraggio della patologia, così da guidare la spesa medica verso farmaci con un buon rapporto costo/beneficio ed eliminare le inefficienze e le violazioni etiche con somministrazioni di farmaci inappropriati.


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