Studiare a Bari? Un’impresa più difficile del previsto a giudicare da tutti i problemi strutturali con cui deve convivere chi frequenta i dipartimenti del centro. Basta fare un giro all’interno dei tre edifici a ridosso di piazza Cesare Battisti – l’Ateneo,  Giurisprudenza e Lingue – per accorgersene. Bastano le immagini per calarsi nel difficile mestiere dello studente barese.\r\n\r\nLa vita in Ateneo, tra sedie rotte nelle aule e banchi abbandonati nei corridoi\r\n\r\nIl nostro viaggio parte dall’Ateneo, punto nevralgico del sistema universitario in città. Chi si ritrova a frequentare le lezioni all’interno della struttura deve combattere spesso con aule sovraffollate, dove il posto non si trova se non arrivando prima degli altri. Emblematico è il caso dell’aula X al terzo piano, dove 240 studenti di Filosofia, Psicologia e Scienze della comunicazione e Scienze della formazione devono lottare per occupare i 170 posti a sedere. “Non va meglio poi nella aule più piccole, come la quarta al secondo piano, dove comunque il numero di frequentanti delle lezioni è elevato”, ci raccontano alcuni ragazzi all’ingresso dell’Ateneo.\r\n\r\nE potenzialmente i posti a disposizione in certe aule, come la C al secondo piano – recentemente riaperta dopo che in estate erano caduti pezzi di intonaco dal soffitto -, sono anche di meno. Sempre se non siete dei novelli equilibristi, che dovranno fare a meno durante la lezione delle sedie, distrutte da chissà quanto tempo. Qualcuna vi capiterà di trovarla abbandonata anche per i corridoi, oppure sul tetto, che ospita un vero e proprio deposito a cielo aperto di attrezzature. Peccato che bisogna passarci per accedere ad uno dei dipartimenti. Senza dimenticare poi le misure di sicurezza, con porte antincendio dalle maniglie distrutte e che quindi si possono aprire solo da un lato.\r\n\r\nLingue e Giurisprudenza, dove i bagni sono da rifare e le aule distrutte\r\n\r\nNon va meglio agli studenti del dipartimento di Scienze politiche, ospitati al primo piano di Giurisprudenza. Nel bagno degli uomini i sanitari sono rovinati e una delle porte persino divelta. Anche qui poi non è raro trovare pezzi di banchi appoggiati ai muri del corridoio e sedie senza braccioli o totalmente distrutte.\r\n\r\nIn via Garruba invece c’è il dipartimento di Lingue, che non versa in ottime condizioni. “Capita che in aule come la Sabadini al piano terra – ci raccontano gli studenti -, che ospita lezioni comuni a vari corsi, i posti vengano subito occupati e bisogna seguire stando in piedi o seduti per terra”. Qui i posti sono 190, molti di più rispetto ai laboratori, dove c’è spazio per 30-40 persone e quindi c’è chi è impossibilitato a frequentarli. Capitolo difficile anche quello delle attrezzature nelle aule: l’intero edificio dispone di due soli proiettori – “di cui uno funziona a singhiozzo come i microfoni”, ci spiegano – e nelle aule ci sono intere fila di sedie rotte. Non va meglio a chi deve andare in bagno: “Mancano sempre – concludono gli studenti – sapone e carta igienica. Dobbiamo quindi sempre portarci i fazzoletti, anche perché gli asciugatori elettrici sono rotti”.

Bif&st 2019 Bari
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