Antonio Uricchio è il rettore dell’Univerità di Bari “Aldo Moro” dal 2014. Internazionalizzazione e risanamento del bilancio sono stati i due punti su cui Uricchio e la sua squadra hanno lavorato dai primi mesi di mandato non senza ostacoli. Oggi l’università ha un bilancio sano. Da questo – quindi – il rettore vuole ripartire.\r\n\r\nFondi per il sud\r\n\r\n”Quest’anno non ci sono stati ulteriori tagli. Siamo in linea con il passato. Un passato in cui abbiamo visto le nostre università perdere 50 milioni di euro. Questo ha creato non pochi problemi per l’organizzazione già esistente ma soprattutto per la crescita dell’ateneo, nostro più grande obiettivo. Le università italiane restano comunque le meno finanziate di Europa”.\r\n\r\nCondizioni strutturali\r\n\r\nL’Università di Bari è tra le più grandi di Italia con 50mila studenti e cento corsi di laurea. Il nostro è un campus policentrico. L’intenzione è di rafforzare il campus centrale. Ora stiamo cercando di lavorare per aumentiamo il numero delle aule. A breve inaugureremo lo “Student center” nell’ex palazzo delle poste. Sarà un luogo dedicato agli studenti che potranno lavorare insieme, realizzare progetti: insomma uno spazio completamente dedicato a loro. Intanto stiamo cercando di recuperare altre aule all’interno dell’Ateneo sottraendole anche ai professori. Quello delle aule resta una priorità perché gli studenti meritano gli spazi per poter vivere l’università in pieno”.\r\n\r\nProgetti e internaziolizzazione\r\n\r\n”E’ partito lo scorso giugno un progetto di cui sono particolarmente soddisfatto il ‘Global Thesis’. Un progetto che prevede la mobilità studentesca internazionale per la preparazione della tesi di laurea magistrale o a ciclo unico in co-tutela. Sono stati selezionati i migliori studenti afferenti a qualsiasi corso di laurea, al fine di offrire loro l’opportunità di svolgere la propria tesi, fino a un massimo di 12 mesi continuativi, nelle università o centri di ricerca internazionali di eccellenza. Con grande soddisfazione le università di Oxford e Cambridge, prime in Europa nei ranking internazionali, e, a seguire, università di oltre 9 paesi europei tra le più conosciute nell’ambito della ricerca e l’innovazione europea (Inghilterra, Finlandia, Germania Spagna, Austria, Svezia, Francia, Polonia, Belgio) e 4 extraeuropei (Brasile, USA, Sud Africa e Albania) hanno accolto le richieste dei docenti tutor della nostra università. Poi esiste l’ ‘Erasmus’ che ormai è un progetto consolidato. Io credo profondamente che lo scambio con altre realtà rafforzi le competenze e l’esperienza per un giovane che si appresta ad entrare nel mondo del lavoro”.\r\n\r\nIl futuro dell’università barese\r\n\r\n”Oggi la nostra è una università con i conti a posto. Ora dobbiamo lavorare sul rilancio attraverso la ricerca e una didattica sempre più innovativa. Dobbiamo puntare quindi sui ricercatore perché è la ricerca il vero nodo per il rilancio. Il mio più grande sogno è che cresca il numero degli iscritti stranieri: oggi sono mille. L’obiettivo è 5mila”.

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