Cabtutela.it
aqp.it
ferrovieappulolucane.it
amgasbarisrl.it

Una platea folta e commossa ha accolto Ilaria Cucchi nel pomeriggio di sabato 5 novembre, nell’auditorium autogestito della caserma Rossani. Insieme alla sorella di Stefano – morto in carcere il 22 ottobre del 2009 – anche l’avvocato Fabio Anselmo, legale della famiglia Cucchi.

\r\n

Al centro del dibattito, la ricostruzione della battaglia legale e mediatica che da sette anni la famiglia Cucchi ha intrapreso per difendere la memoria di Stefano e per assicurare alla giustizia i responsabili della sua morte.

\r\n

Il ricordo di Stefano

\r\n

“In questi anni ho imparato che significa affrontare lo Stato – racconta Ilaria Cucchi – da quella notte la vita della mia famiglia è stata sconvolta per sempre. Rendere pubblico un dolore privato è l’unico strumento che abbiamo per riuscire, un giorno, a ottenere la verità a cui abbiamo diritto ma è allo stesso tempo una grande violenza a cui ci sottoponiamo. Mia madre mi disse che Stefano non avrebbe mai voluto che le sue foto in quelle condizioni fossero mostrate e che il suo diventasse un caso pubblico, ma abbiamo ricordato la sera in cui fu arrestato: stava benissimo e dopo sei giorni fu sottoposto a  quello che è stato definito ‘un violentissimo pestaggio’ e poi inghiottito dal carcere nell’indifferenza generale. Il clamore mediatico serve non solo a ottenere giustizia per la nostra famiglia, ma a impedire che casi del genere si ripetano”.

\r\n

Il clamore del caso e la visibilità che Ilaria Cucchi si è costruita nel corso degli anni hanno sottoposto la figura di Stefano all’attenzione dell’opinione pubblica, nel bene e nel male: “Ho dovuto difendere la sua memoria, hanno fatto un processo al morto – continua Ilaria – con lui ho passato momenti bellissimi e momenti difficili. Abbiamo affrontato, come famiglia il problema della droga ma ce l’abbiamo sempre fatta perché eravamo uniti. Forse ce l’avremmo fatta anche quella volta, ma non lo sapremo mai”.

\r\n

La perizia Introna

\r\n

Risale all’11 maggio scorso la discussa perizia firmata Francesco Introna, professore di medicina legale al Policlinico di Bari. “Siamo a un punto di svolta – commenta l’avvocato Anselmo – porterò a processo gli assassini di Stefano per omicidio preterintenzionale. Anche se per la perizia Introna temiamo un pregiudizio ideologico, sono stati riconosciuti i dati scientifici che per sette anni sono stati negati: finalmente si riconosce una correlazione tra le lesioni che Stefano ha subito e la morte. Le conclusioni giuridiche del professore non sono rilevanti, i dati ci permettono di parlare di omicidio”.


© RIPRODUZIONE ANCHE PARZIALE RISERVATA - Borderline24 Il giornale - Ti invitiamo a usare i bottoni di condivisione e a non copiare l'articolo.

ConfagricolturaBari
CattolicaBari

LASCIA UN COMMENTO:

Scrivi il tuo commento
Il tuo nome qui