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La recente apertura di un grande negozio, all’interno del salone ex Banca Commerciale Italiana, consente di tornare sulla storia barese del secolo scorso. Sulla parete di fondo del salone ecco un bassorilievo luminoso e prezioso che accoglie il visitatore. È un pannello ceramico di dimensioni straordinarie: una figurazione che torna alla vista dopo una lunga dimenticanza causata dalla cessazione delle attività bancarie. Non è il momento per una nota purista sull’evidente contrasto tra la bellezza novecentesca della sala di via Abate Gimma 87 e l’aspetto post-moderno dello store tutto alluminio e tubi.\r\n\r\n

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Una immagine del bassorilievo nella sede dell’Ex Banca Commerciale
\r\n\r\nC’è invece da raccontare una bellezza ritrovata, una figurazione che è sintesi artistica della storia barese. Il bassorilievo, creato da Francesco Barbieri, arricchisce nel 1951 gli ambienti della banca e rappresenta una cronologia tematica che va dagli antichi popoli baresi alla fondazione del borgo murattiano, sino alla costruzione del lungomare littoriano. L’opera non è firmata e il suo linguaggio spinge verso un manierismo mai abbandonato dalla  delicatezza espressiva. Il visitatore resta incantato da questa ceramica che abbraccia il negozio con la figura di San Nicola, di pescatori volenterosi, di caravelle coraggiose, di giorni laboriosi con impalcature, carri, animali nelle fertili terre baresi.\r\n\r\nFrancesco Barbieri (1908-1973), nato a San Cesario di Lecce, compie la sua formazione all’Accademia di Belle Arti di Roma. È l’autore delle statue dei quattro Evangelisti sulla facciata della Cattedrale di S. Marco a Venezia. I suoi lavori sono rintracciabili in diverse regioni: nelle prefetture e nelle banche. Il ricordo va alla sua cancellata in bronzo per la Mediobanca a Milano (1958) e alla sua fontana monumentale per la Banca Commerciale di Piazza di Spagna a Roma (1960).  Barbieri viene anche ricordato come il creatore  del sontuoso ‘Orologio delle meraviglie’ montato sulla facciata del Banco di Napoli, in piazza Sant’Oronzo a Lecce, nominato l’orologio più grande del mondo.\r\n\r\nLa rinvenuta bellezza di un’opera di Francesco Barbieri, artista che merita una retrospettiva, apre un’altra riflessione, questa: si faccia una catalogazione, mai veramente  compiuta, delle ceramiche dei maestri che operano  nel capoluogo pugliese nel secolo scorso. Negli anni cinquanta, insieme ai fratelli Spizzico, ci sono notevoli artisti provenienti da ogni dove: Bibbò, Belardinelli, Tot, i quali arricchiscono la città con ceramiche oggi non riconosciute sulle facciate di edifici pubblici e privati. L’aver ritrovato questo Barbieri, narrativo e manieristico, invita al recupero della memoria artistica comunitaria.\r\n\r\nQuesta è l’occasione per rammentare che i ceramisti che operano a Bari fanno bello il Transatlantico Andrea Doria con grandi pannelli.  Ma è il momento per  rimanere conquistati dalla bellezza del bassorilievo di Barbieri, dimenticato dopo la chiusura della banca, ma ritrovato tra giacche e pantaloni in vendita.


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