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Bari, scoperte presunte irregolarità su incentivi per il fotovoltaico: maxi sequestro in tutta Italia

Coinvolte società tra Milano e Paesi Bassi

Pubblicato da: redazione | Gio, 23 Aprile 2026 - 09:08
guardia di finanza bari
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Maxi sequestro da oltre 55 milioni di euro nell’ambito di un’indagine su presunte irregolarità legate agli incentivi per il fotovoltaico. I finanzieri del Comando Provinciale di Bari stanno eseguendo un decreto di sequestro preventivo, disposto dal Gip del Tribunale di Roma su richiesta della Procura capitolina, che riguarda denaro, beni mobili e immobili. Il provvedimento coinvolge una società con sede in provincia di Milano, il suo rappresentante legale e la società controllante con sede nei Paesi Bassi. Secondo l’ipotesi accusatoria, i soggetti avrebbero indebitamente percepito erogazioni pubbliche legate alla produzione di energia elettrica tramite impianti fotovoltaici realizzati in provincia di Caserta.

L’attività rappresenta l’esito di un’articolata indagine economico-patrimoniale condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Bari, con il supporto di Eurojust e dei canali di cooperazione internazionale. Dalle verifiche sarebbe emerso che gli indagati avrebbero presentato dichiarazioni e documenti falsi al Gestore dei Servizi Energetici (GSE) per attestare l’entrata in funzione di tre grandi impianti solari in una data precedente a quella reale, così da accedere agli incentivi previsti dal cosiddetto IV Conto Energia. Il meccanismo avrebbe consentito di ottenere agevolazioni pubbliche senza sottostare ai limiti di graduatoria e di beneficiare di tariffe incentivanti più elevate rispetto a quelle spettanti.

L’indebita percezione di fondi pubblici costituisce anche presupposto per la responsabilità amministrativa degli enti ai sensi del decreto legislativo 231/2001, contestata alla società milanese e, per estensione, anche alla controllante estera, in considerazione del presunto interesse condiviso e della coincidenza degli amministratori. Il Gip ha disposto il sequestro preventivo, anche per equivalente, fino alla concorrenza di 55.851.713,90 euro, ritenuto il profitto del reato. Nel registro degli indagati risultano iscritti quattro soggetti, oltre alle due società. L’operazione, sottolineano le Fiamme Gialle, si inserisce nell’attività di contrasto agli illeciti in materia di spesa pubblica, a tutela delle risorse dello Stato e della legalità. Si precisa che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che per tutti gli indagati vige la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

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