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Numerosi i fan in coda per un autografo di Mattia Labadessa, giovane artista napoletano fresco di opera prima. “Le cose così”, pubblicato dalla casa editrice Shockdom, è una raccolta del meglio delle vignette che i fan hanno conosciuto e apprezzato su Facebook, insieme ad alcuni inediti. Labadessa, classe 1993, è un Ipad artist, illustrator and graphic designer – così come spiega la sua pagina Facebook, seguita da più di 300mila persone.

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Ci sono persone e situazioni reali dietro le vignette?

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Vedo l’Uomo uccello come un mio alterego, quindi cerco di sempre di essere onesto e sincero quando faccio una vignetta e di fargli dire quello che direi io. Quando scrivo lascio che sia un flusso di pensieri ad andare dalla mia testa fino al foglio, come se parlassi con un amico. Quindi sì, c’è molto di me e della mia vita. La vignetta che cita ‘Le follie dell’Imperatore’ ad esempio, è una situazione che ho vissuto al bar mentre parlavo coi miei amici dell’università: io sono il classico personaggio – che c’è in tutte le comitive – che non riesce essere concentrato su qualcosa per più di tre minuti e che finisce sempre a parlare d’altro.

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Labadessa Le Follie DellimperatoreIl motivo ricorrente delle vignette è il disagio e – forse – anche un po’ di depressione. Si tratta di un reale problema della sua generazione o è una moda?

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Entrambi. C’è sicuramente la moda del ‘mai una gioia’ e di essere felici di essere tristi, cosa che negli ultimi anni sto notando un sacco. Se prima dovevi fare il figo e dovevi dimostrare agli altri che la tua vita era perfetta, adesso è diventato quasi il contrario. Devi dimostrare che la tua vita è una m****a per essere accettato dagli altri. È una moda quando gente che non sa cos’è l’ansia o che non si fa manco una domanda sull’esistenza, dice ‘Oddio! mai una gioia’ però ci sono persone – come me e quelli che si rispecchiano nelle mie vignette – che soffrono veramente dei problemi basilari dell’esistenzialismo, che si chiedono – con onestà – che senso ha la nostra esistenza, che stiamo a fare su questa terra.

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Però una soluzione c’è…

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Sì, la droga. È una delle soluzioni, almeno secondo me. Non la intendo necessariamente come qualcosa che ti distrugge o uccide, ma come un attimo di evasione. Droga può essere qualsiasi cosa, può essere anche una passione secondo me. È qualcosa che ti allontana dalle pippe mentali, anche se non ce la farai mai ad allontanarti del tutto. Se a letto ti blocchi sui pensieri depressivi, tipo i tuoi che muoiono, il futuro che è una m***a e che non farai mai un niente nella vita, ormai la paranoia ti ha preso. Però ci si può distrarre: metti un attimo il problema sotto al tappeto, tipo quando sistemi la stanza. Il problema sta sempre là, ma lo copri un attimo e dici ‘Ciao, ci vediamo in ‘sti giorni’.

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Essere artisti tramite i social: quali sono i vantaggi e quali gli svantaggi?

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Il vantaggio è il contatto diretto con il pubblico, il poter vedere all’istante, dopo aver pubblicato la vignetta, cosa ne pensano le persone. Allo stesso tempo, però, questo aspetto è anche uno svantaggio perché le vignette si possono segnalare e Facebook le può pure eliminare, il che limita un po’ la libertà di espressione. Sul cartaceo se una vignetta non ti piace, la puoi strappare dalla tua copia, ti incazzi, ci fai quello che vuoi. Su Facebook puoi farla rimuovere e non la vedrà più nessuno.

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