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Strade intasate, autobus lumaca e in perenne ritardo, bici vandalizzate. La mobilità a Bari non si può certo definire sostenibile. Dopo le iniziative, senza dubbio rivoluzionarie, come i tre park and ride (ma sono rimasti comunque solo tre da dieci anni), la zona a traffico limitato a Bari Vecchia e le varie zsr in centro, a Madonnella e Libertà, c’è stato quasi uno stallo. Un freno. Che ha portato ad arrendersi al bike sharing messo in ginocchio dai vandali e dalla mancata manutenzione, a dover fare circolare bus vecchi di vent’anni con inevitabili ripercussioni anche sul traffico.

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Ma per la Bari del futuro, al di là dei grandi progetti di cui se ne parla ma per i quali per ora ci sono solo promesse come il nodo ferroviario, i piani per migliorare la mobilità non mancano. Alcuni si realizzeranno già nel 2017.

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I semafori intelligenti

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Saranno 115 gli incroci del Murattiano, di Madonnella e del Libertà nonché quelli lungo le arterie principali come l’estramurale Capruzzi, viale Kennedy, viale Einaudi e via Gentile che saranno dotati di semafori intelligenti. Il Comune è pronto a partire entro la fine dell’anno, al massimo per i primi di gennaio con i lavori  da 2 milioni e 200mila affidati, in via definitiva, all’Ati composta da Project Automation di Monza, la Semaforica e Nuova Tre Esse, aziende leader nel mercato dell’automazione.

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I semafori saranno messi a sistema e, in base ad un congegno sistemato sopra gli impianti, saranno in grado di trasmettere alla centrale della polizia municipale informazioni sul numero di auto presenti su una determinata strada e sui tempi di percorrenza. In questa maniera il Comune potrà intervenire in tempo reale, per fare defluire il traffico e ridurre i tempi di attesa agli incroci. Saranno anche sostituite 1100 luci dei lampioni con sistemi a led in grado non solo di risparmiare ma anche di migliorare la visibilità.

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Le rotatorie

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L’obiettivo di questa amministrazione è ridurre, dove è possibile, gli incroci, sostituendoli con rotatorie. In tutto saranno 36, tra quelle già pronte come le due su via Caldarola o in via Tommaso Fiore, lavori in corso ad esempio in via Re David o in via Ancona a San Pio e quelle da realizzare. A Poggiofranco ad esempio ne sarà sistemata una tra via Martin Luther King e via Che Guevara.

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Ed ancora per alleggerire il traffico che è incrementato in seguito all’apertura del ponte dell’asse nord sud nasceranno tre rondò su via Napoli angolo via Brigata Regina, su corso della Carboneria angolo via Brigata ed infine via Tommaso Fiore angolo via Napoli. A Japigia un’altra rotatoria sarà realizzata in via Gentile, in prossimità dell’ingresso con il quartiere Sant’Anna. Sul lungomare Nazario Sauro ne è prevista una con il ponte di via Di Vagno.

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Raddoppio via Amendola

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Il progetto, dell’importo complessivo di 4 milioni 620 mila euro, prevede l’allargamento da due a quattro corsie di via Amendola, la realizzazione di tre rotatorie – alle intersezioni con via Hanemann, via Laforgia e viale Einaudi – con annessa pista ciclabile e la sistemazione delle aree limitrofe con nuovi marciapiedi, arredi urbani, pubblica illuminazione e aree verdi. La gara dovrebbe essere pronta entro l’anno.

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Amtab, nuovi bus, linee ridotte e più efficaci

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I primi 53 nuovi bus arriveranno (si spera) già per maggio. Serviranno a dare una boccata d’ossigeno ad un servizio, quello dell’Amtab, che al momento fa acqua da tutte le parti, tra ritardi e mezzi vetusti. Il Comune ha deciso di riorganizzare comunque l’intero sistema di trasporto pubblico, tagliando le corse inutili, quelle che trasportano pochi passeggeri e che diventano improduttive per l’azienda. Da qui si è deciso di definire 25 linee in totale, di cui 18 di nuova istituzione e 7 navette. Tra le prime 18, 10 saranno linee portanti con 81 corse per giornata, con una frequenza di 5 corse in un’ora nelle fasce di punta. Ad esse si aggiungeranno 8 linee complementari suddivise tra circolari a servizio dei quartieri (Palese, Santo Spirito, Carbonara, Torre a mare Japigia, Libertà) e linee aggiuntive a servizio dei principali attrattori di mobilità (aeroporto, park&ride, porto). In sostanza ci saranno le linee portanti che collegheranno i capolinea esterni e delle circolari che si intersecheranno appunto con le portanti. Tra gli interventi strutturali sono previsti: la sistemazione di 10 capolinea esterni; la riorganizzazione dell’area di fermata di piazza Moro dove sarà eliminato l’attuale capolinea insieme alla sosta prolungata degli autobus; la realizzazione di fermate attrezzate su corso Vittorio Emanuele, piazza Massari, estramurale Capruzzi, all’altezza di largo Sorrentino, largo 2 Giugno; l’istituzione di corsie preferenziali nel Murattiano,  l’eliminazione del transito dei bus lungo i sottopassi Quintino Sella e Duca degli Abruzzi (si sposteranno invece sul ponte di corso Cavour e sul ponte dell’asse nord sud).  L’importo complessivo utile a finanziare gli interventi indicati è di circa 33 milioni a valere sul Pon Metro.

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Il nuovo bike sharing

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Dopo il fallimento del primo bike sharing, a gennaio sarà affidato il bando per il servizio di bici a noleggio, questa volta, gestito dai privati. Sarà completamente ristrutturato, con nuove bici (300 in 30 mesi), 34 stazioni, tariffe orarie e abbonamenti. Il tutto in cambio di pubblicità e degli introiti. Il privato gestirà il servizio per 20 anni. L’investimento complessivo, a carico del concessionario, per l’intero periodo sarà di oltre 2.300.000 euro a cui si aggiungeranno quattro milioni di euro per la manutenzione. Soldi che si potranno recuperare con la pubblicità e il canone corrisposto dal Comune di 60mila euro l’anno, al quale si aggiungeranno altri 700mila euro una tantum. Secondo i calcoli dell’amministrazione, il valore della concessione per tutti i 20 anni sarà di 30 milioni di euro.

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Per le piste ciclabili, la prossima che sarà realizzata è quella del prolungamento di corso Mazzini fino a largo Isabella d’Aragona.


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