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Alla fine la messa in memoria di un boss non si è tenuta oggi all’alba come avrebbe voluto il parrocco di Grumo Appula, don Michele Delle Foglie. Il caso era scoppiato il giorno della vigilia di Natale quando sono comparsi alcuni manifesti in paese.\r\n\r\n”Il parroco, don Michele Delle Foglie, spiritualmente unito ai famigliari residenti in Canada e con il figlio Franco venuto in visita nella nostra cittadina, invita la comunità dei fedeli alla celebrazione di una santa messa in memoria del loro congiunto”. E’ quanto si legge su alcuni manifesti funebri con i quali il prete invitava i fedeli oggi alle 18,30 alla messa in suffragio del pugliese Rocco Sollecito, boss della ‘Ndrangheta ucciso nel maggio scorso a Montreal, in Canada.\r\n\r\nRocco Sollecito, esponente di spicco del crimine organizzato italiano in Canada, fu ucciso il 28 maggio con colpi di arma da fuoco mentre guidava la sua Bmw bianca. La sua uccisione rappresentò un nuovo duro colpo per una delle famiglie mafiose del clan Rizzuto, ritenuto dagli investigatori tra i più potenti del Canada.\r\n\r\n”Le messe non onorano, ma ricordano”, ha provato ieri a spiegare don Michele Delle Foglie, parroco della chiesa madre. Sono “il confessore di tutti i peccatori”, ha provato a giustificarsi.\r\n\r\nL’iniziativa ha suscitato clamore e indignazione, ma anche reazioni forti come quella del questore di Bari, Carmine Esposito, che nella serata di ieri è intervenuto e ha disposto che “per motivi di ordine e di sicurezza pubblica” il rito religioso in suffragio del boss Rocco Sollecito venisse celebrato stamattina alle 6, e non alle 18.30, “in forma strettamente privata”.\r\n\r\n 


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