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Manca solamente l’atto ufficiale, ma il nuovo management di Ferrovie Sud Est appare intenzionato ad accettare la proposta di concordato preventivo presentata lo scorso settembre dalla Procura di Bari. La richiesta potrebbe essere depositata durante la prossima udienza fissata per il 20 gennaio, quando si tornerà in aula nel Tribunale civile di piazza De Nicola.\r\n\r\nL’azienda non è più commissariata, dallo scorso novembre c’è un consiglio di amministrazione composto dall’ex commissario Andrea Viero, che è rimasto come presidente, dalla dirigente nominata da Fsi, Maria Rosaria Gradilone, e dal nuovo amministratore delegato, il manager Andrea Mentasti. Lo scenario che va delineandosi sembra essere questo: l’azienda accetterà la soluzione del concordato preventivo, Sud Est quindi verrà scorporata, nella bad company resteranno i debiti accumulati, circa 250 milioni di euro che in parte verranno pagati grazie anche ai 70 milioni di euro assicurati da Palazzo Chigi, mentre di pari passo nascerà una good company che verrà rilanciata con il nuovo piano industriale.\r\n\r\nIl concordato preventivo permetterebbe, a quel punto, alla Procura di Bari di contestare nell’ambito dell’inchiesta penale sulla presunta malagestione della società anche il reato di bancarotta. Resta da capire, però, quale sia il piano industriale di Fse: ad oltre un mese dalla nomina di Mentasti, ancora non si conosce nulla delle sue intenzioni. Restano con il fiato sospeso i 1.200 dipendenti, i sindacati al momento non sono stati ancora convocati per discutere del programma di lavoro.


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