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Oltre 200 i militari impegnati. Decine gli arresti e le perquisizioni domiciliari alla ricerca di armi e droga. Unità cinofile, metal detector, sofisticate strumentazioni e un elicottero vengono utilizzati dai carabinieri per chiudere definitivamente il cerchio sull’agguerrito clan ”Nuzzi” di Altamura.\r\n\r\nCapi ed affiliati vengono neutralizzati da una complessa indagine che, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia del capoluogo pugliese, ha colpito mortalmente sul nascere un pericoloso gruppo criminale emergente, attivo sull’area murgiana. Le accuse sono di associazione di tipo mafioso, detenzione e porto di armi, anche da guerra ed esplosivi, traffico di sostanze stupefacenti, omicidio, tentato omicidio, estorsione e danneggiamento. Eseguito anche il sequestro di due immobili per quasi mezzo milione di euro. Nel corso dei tre anni di indagine, i carabinieri avevano già recuperato oltre 50 chili di droga tra cocaina, hashish e marijuana, nonché numerose armi, anche da guerra.\r\n\r\nLe indagini\r\n\r\nL’operazione – denominata “Kairos” – è il frutto di un’indagine avviata nel 2014 sviluppata quasi esclusivamente mediante servizi di osservazione e pedinamento effettuati in territori ostili e per mezzo di costanti attività tecniche d’intercettazione telefonica ed ambientale, che hanno inequivocabilmente: documentato una abbondante serie di elementi che dimostrano la nascita ed il perdurante operare dell’organizzazione criminale facente capo a Antonio Pietro Nuzzi, detto “U leng”, 34enne di Altamura. Il sodalizio particolarmente attivo nel territorio di Altamura, svolgeva attività di traffico di stupefacenti, di reati contro il patrimonio (estorsioni e furti), contro la persona (omicidi e tentati omicidi), in materia di armi.\r\n\r\nNell’ambito dell’inchiesta, è emersa anche la figura di un appuntato scelto dei carabinieri effettivo nella compagnia di Altamura, sospeso, il quale avrebbe reso nota, ai vertici del clan, dell’esistenza di una indagine a loro carico, chiedendo in cambio 2mila euro. I suoi stessi colleghi lo hanno sottoposto agli arresti domiciliari.\r\n\r\nL’indagine ha infine consentito di scoprire i mandanti e gli esecutori materiali di un duplice omicidio, un omicidio e due tentati omicidi, strategici per la conquista violenta del territorio da parte della nuova compagine criminale. Nel corso delle numerose perquisizioni domiciliari, effettuata nell’abitazione di Michele D’Abramo, i carabinieri hanno rinvenuto, occultata all’interno di un bagno, 60 mila euro in contanti, subito sequestrati.


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