“Siamo totalmente contrari all’aumento dell’addizionale regionale Irpef deciso dal “presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro” in quanto “aggrava le difficoltà dei contribuenti pugliesi e pesa innanzitutto su lavoratori e pensionati”. È quanto sostiene in una nota la Cisl Puglia secondo cui “serve responsabilità”. Per il sindacato “questo provvedimento deve accompagnarsi da subito a un confronto con il Governo nazionale, per aumentare le risorse destinate alla sanità pubblica, affrontare la carenza di personale, ridurre le liste di attesa, contrastare la mobilità passiva e recuperare la fiducia dei pugliesi verso un sistema sanitario spesso percepito come inadeguato”. “Allo stesso tempo – aggiunge – è evidente che esistano responsabilità maturate nel corso degli anni, sia sul piano politico sia su quello manageriale. Non basta coprire il disavanzo finanziario. Serve, come abbiamo già rappresentato al presidente, procedere rapidamente alla nomina dei nuovi direttori generali delle Aziende sanitarie e superare definitivamente un modello di governance che, nei fatti, si è dimostrato inadeguato”. “Occorre voltare pagina con rigore, competenza, trasparenza e rispetto verso i cittadini pugliesi, che – conclude – chiedono cure, prevenzione e servizi sanitari efficienti”.
“La discontinuità di fatto c’è stata: ma a danno di Antonio Decaro, ma soprattutto dei pugliesi. Sarà, infatti, Decaro il presidente che mette le mani nelle tasche dei pugliesi. Il suo predecessore Michele Emiliano, che quel deficit ha prodotto, non lo aveva fatto. Che beffa per il ‘povero’ Decaro, ma che beffa per tutti quei pugliesi che non solo lo hanno votato, ma che non sapranno mai chi sono i veri responsabili. Saranno i pugliesi a coprire, per circa 250 milioni di euro, il buco della sanità”. Lo dichiarano in una nota congiunta i consiglieri regionali di Fratelli d’Italia. “In conferenza stampa, il presidente Decaro, come un novello Fornero quando annunciò piangendo la riforma delle pensioni, ha scaricato la colpa sull’aumento dei costi che renderebbe insufficiente la quota nazionale riversata alle Regioni dal governo, che è bene ricordare è aumentata con il Governo Meloni, rispetto agli anni precedenti”. “La verità è un’altra: qualcuno – aggiungono – deve spiegare perché nel 2023 con assessore Rocco Palese eravamo a un deficit di 39 milioni che stava anche per essere ripianato, e poi in due anni 2024-2025 si arriva a 350 milioni? Guarda caso sono gli anni nei quali il centrosinistra ha puntato tutta la sua campagna elettorale sulla sanità: assunzioni clientelari, appalti truccati, ospedali e sale operatorie inaugurate e poi mai utilizzati”. “Tanto poi a pagare ci pensano i pugliesi, ma soprattutto la patata bollente sarebbe andata nelle mani di Decaro e dei decariani, che oggi a malincuore ci devono mettere la faccia e le mani nelle tasche dei pugliesi, senza avere io coraggio di fare un’operazione verità, dando immediatamente il via alla Commissione d’inchiesta richiesta dal centrodestra, che servirà – concludono da FdI- anche a individuare i tanti sprechi in spirito di collaborazione al quale Decaro ha fatto riferimento”.
“Continua il tentativo di scaricabarile del presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, nei confronti del governo nazionale. Ma, come si suol dire, sbagliare è umano, perseverare è diabolico: non comprendere che una gestione più attenta di questi oltre 20 anni della Regione avrebbe evitato tutto questo è un errore grave”. Lo dichiara il consigliere regionale, presidente del gruppo Misto Luigi Lobuono. “Decaro attribuisce il disequilibrio sanitario all’aumento dei costi del 2025, ricordando che la spesa sanitaria cresce del 3,6%, mentre il Fondo sanitario nazionale aumenta solo dell’1,09%. Ma questa spiegazione – aggiunge – non basta a giustificare un buco da 349 milioni di euro, soprattutto considerando che appena due anni fa il deficit sanitario era stato quasi azzerato dall’allora assessore Rocco Palese, temporaneamente ‘prestato al centrosinistra’ “. “Lo stesso Decaro ammette oggi che, nonostante ciò, il sistema sanitario continua a non rispondere adeguatamente ai cittadini. A cosa serviranno – riferisce – queste ulteriori vessazioni economiche per i pugliesi, se non ci sarà neanche un reale miglioramento dei servizi? Ricordo che in Puglia si paga già una Tari fra le più alte d’Italia”. “Tasse, sempre e solo tasse ai danni dei cittadini, in cambio di disservizi. Se oggi si parla di sprechi, di consulenze incontrollate e di gestione inefficiente, significa che qualcuno ha sbagliato. Per questo – conclude Lobuono – stupisce che siano state ignorate le richieste del centrodestra di individuare le responsabilità politiche, amministrative ed eventualmente personali di questo disastro sanitario. Basta tentare di addossare sempre ad altri le proprie responsabilità”.