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L’offerta di transazione proposta ai soci di Bancapulia dal gruppo Veneto Banca è considerata “irrisoria. Per questo motivo Confconsumatori ha depositato al Tribunale civile di Bari il primo atto di citazione per conto di 10 azionisti che chiedono la restituzione dei loro risparmi versati per compare le azioni della banca stessa. Si tratta solamente dei primi casi se si considera che sono bene 88mila, in tutta Italia, gli azionisti del gruppo Veneto Banca che, complessivamente, detenevano un capitale di circa 5 miliardi di euro e che hanno visto azzerare quasi del tutto il valore delle proprie azioni, fissato ad un prezzo di 0,10 centesimi per azione.\r\n\r\nLe ragioni dei consumatori\r\n\r\nLa battaglia giudiziaria, quindi, parte da Bari. “Le ragioni su cui si fonda l’azione giudiziale – spiega l’avvocato Antonio Pinto, legale di Confconsumatori – sono tutte contenute nei tanti atti e documenti, emersi nel corso dello scorso anno, provenienti dalla Bce, Banca d’Italia, Consob, e dalla stessa banca, che a seguito del cambio di governance, nel 2015 ha dato trasparenza ad una serie di elementi prima ignoti, nonché dalle risultanze che sono state rese pubbliche, delle indagini, avviate dalla Procura di Roma”. Per Mara Colla, presidente di Confconsumatori, “la proposta di Veneto Banca appare irrisoria a fronte del pregiudizio economico subito dai risparmiatori; peraltro non riguarda nemmeno tutti i soci ma solo coloro che la banca riterrà rientrare in determinate categorie, introducendo una discrezionalità di valutazione di cui non si conosce la fondatezza; inoltre la proposta è, ad oggi, condizionata all’accettazione di un numero di azioni che rappresentino l’80% del valore del capitale sociale che si intende risarcire”.


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