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Proseguono i festeggiamenti per il primo anniversario della Biblioteca di quartiere “Don Bosco”. Domani, martedì 31 gennaio, la giornata si aprirà alle ore 09.00, con una seconda lettura animata della vita di don Bosco dedicata agli alunni dell’I.C. “Garibaldi” di Bari, presso la Biblioteca di quartiere “Don Bosco”. Alle ore 17.00 nella Sala San Giuseppe, con la moderazione dal caporedattore de” La Repubblica-Bari”, Domenico Castellaneta, si terrà l’incontro con don Luigi Ciotti, da tutti conosciuto per il suo impegno nella promozione della giustizia e di lotta contro le mafie. L’argomento che sarà affrontato è il seguente: “La famiglia educa alla giustizia e alla pace”. Per l’occasione saranno presenti, il Presidente della Regione, Michele Emiliano, il Sindaco di Bari, Antonio Decaro e il Questore di Bari, Carmine Esposito Seguirà alle 19.00 la Santa Messa in onore di don Bosco, nella Chiesa del Redentore, presieduta da Don Luigi Ciotti.

Oggi, invece, si è tenuta dalle ore 09.00 la lettura animata della vita di don Bosco dedicata agli alunni dell’I.C. “Garibaldi” di Bari. Alle ore 18.00, con la partecipazione dell’ex allievo salesiano, prof. Giuseppe Acocella, dell’Università Federico II di Napoli, è stata presentata la Strenna del Rettore Maggiore dei Salesiani: “Siamo Famiglia! Ogni casa, scuola di vita e di amore”. A seguire alle ore 19.45, si è svolto una veglia di preghiera. Sarà questa un’occasione di incontro con il Signore, per vivere nella fede e nella gioia, la festa della famiglia Salesiana. La giornata si è conclusa con una divertente panzerottata, dalle ore 20.45, nel nostro Oratorio, alla presenza di tutti giovani e di tutti colori che hanno voluto partecipare.

Il direttore del Redentore, don Francesco Preite, afferma: “Tradurre oggi il sogno di don Bosco richiede molta concretezza e sinergia, preferendo i fatti alle parole. La presenza di don Ciotti ci motiva e ci incoraggia ad essere concreti ed attenti specialmente alle povertà giovanili e familiari e nell’impegno di contrasto ad ogni tipo di mafia. Troppi ragazzi sono lasciati soli esposti ai pericoli della strada, troppo spesso delinquono. Dove sono i genitori, dov’è la famiglia? Bisogna ripartire dalla famiglia e sostenerla perché in ogni ragazzo c’è un punto accessibile al bene, e l’educatore deve trovarlo e potenziarlo per il bene del ragazzo e della comunità”.


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