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C’è un posto a Bari Vecchia dove i bambini possono studiare, fare merenda e giocare, il tutto seguiti dallo sguardo affettuoso di due educatrici e di un padrone di casa d’eccezione. Si tratta del doposcuola del circolo Arci “Michele Fazio”che, dal 23 settembre del 2004, è un punto di riferimento per la battaglia alla criminalità organizzata nella città vecchia. Impegnato nella difesa del valore della legalità e nella sua trasmissione alle nuove generazioni (e non solo), Pinuccio Fazio, padre di Michele – ucciso “per errore” nel 2001 in uno scontro a fuoco tra il clan Capriati e il clan Strisciuglio – è il presidente del circolo, nonché promotore del doposcuola attivo da circa un mese e mezzo.

“Frequentano il nostro doposcuola dodici bambini, dalla prima alla quinta elementare – racconta Pinuccio Fazio – seguiti gratuitamente da due operatrici, Giulia Cardigliano e Ilaria Rutini”. “Sono bambini a cui i genitori non possono pagare il doposcuola – prosegue –  così, dalle 16.15 alle 18.30, li aiutano le due operatrici. Poi, io porto loro personalmente la merenda e, se finiscono presto i compiti, giochiamo tutti insieme, adulti e bambini. Sono bambini che hanno bisogno di un sostegno morale, che vanno abbracciati, coccolati e seguiti”.

Pinuccio Fazio è da anni impegnato sul fronte dell’antimafia, per cui gira per le scuole, le associazioni e le parrocchie, insieme alla moglie Lella: “Porto la mia testimonianza, facendo capire ai giovani che non devono mettersi nelle mani della mafia perché non ci sono vie d’uscita: o il carcere o il cimitero”.  Si parla di legalità –  conclude – ma questa parola è nella bocca di tutti, anche in quella dei mafiosi. Parliamo di impegno, piuttosto: ognuno si prenda le proprie responsabilità”.


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