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La consulta all’Ambiente del Comune di Bari, presieduta da Elda Perlino, ha proposto la candidatura di Maria Maugeri, donna di raro spessore umano e politico che ha dedicato la sua vita alle battaglie in favore dell’ambiente, in particolare alla bonifica e la messa in sicurezza dell’ex sito Fibronit, al premio “Vivaio Eternot” 2017.

Il premio è stato istituito quest’anno dal Comune di Casale Monferrato, città simbolo della lotta all’amianto, e sarà assegnato in occasione della Giornata mondiale delle vittime dell’amianto del 28 aprile a un massimo di dieci tra enti, amministrazioni o singoli cittadini che si saranno distinti per l’impegno profuso nella cura, la ricerca, la diffusione dell’informazione, in importanti e significative azioni di bonifica, nelle battaglie sociali e legali legate ai danni causati dall’amianto.

A Casale Monferrato migliaia di operai e operaie, per ottant’anni, dal 1906 al 1986, hanno lavorato nello stabilimento Eternit. Fu il primo costruito in Italia, dopo che l’ingegnere Adolfo Mazza aveva acquistato dall’austriaco Ludwig Hatsheck il brevetto per realizzare, con l’impiego di amianto, manufatti per l’edilizia (tetti e tubi, per lo più) ed era il più grande stabilimento europeo per la lavorazione dell’amianto, esteso su 94mila metri quadri.

Dopo un lavoro di bonifica durato quasi vent’anni, nell’area che fino agli anni Novanta era occupata dallo stabilimento Eternit, è sorto il 10 settembre scorso il Parco Eternot («no eternit»).

Le motivazioni che la consulta all’Ambiente ha inviato alla giuria del premio “Vivaio Eternot” 2017 per la candidatura di Maria Maugeri.


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