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Poco più di cento anni di alti e bassi quelli che avevano caratterizzato la squadra della città di Bari. Già nel giugno del 2011 il presidente, Vincenzo Matarrese, insieme al consiglio di amministrazione, aveva rassegnato le sue dimissioni interrompendo così la gestione del club sportivo. Tuttavia la famiglia Matarrese continua a possederne il 90% del capitale, ma a causa delle ristrettezze economiche, comincia ad essere venduta parte della rosa della squadra e gli investimenti si riducono sempre di più.

Nel febbraio del 2014 “la Bari” è oramai indebitata per circa 30 milioni di euro rischiando pertanto il fallimento, i pignoramenti del patrimonio della società hanno cominciato ad avere luogo mentre le trattative di vendita non portano a nulla. E’ in questo quadro spiacevole che gli stessi tifosi richiedono a gran voce l’autofallimento cosicché non si debba rischiare di perdere anche il titolo sportivo. Il 10 marzo del 2014, coscienti di non poter sanare tutti i debiti della squadra, la Camera di consiglio della sezione fallimentare del Tribunale di Bari accoglie la richiesta di auto fallimento affidando la società a due curatori fallimentari che provvedono a mettere all’asta il club, marchio compreso. Finisce l’era Matarrese, l’As Bari non c’è più.


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