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“Renzi non riesco a capire da dove intende ripartire. La nostra è l’unica mozione in grado di ricostruire un partito come soggetto di partecipazione popolare che unisca dai cattolici democratici alla sinistra radicale”. Così Michele Emiliano questa mattina a Torino, dove dopo avere inaugurato la sede del comitato locale a suo sostegno, nella zona di piazza Statuto, ha parlato a un circolo di periferia, in Borgata Vittoria.

“La nostra – ha spiegato – è una mozione popolare e partiamo dalle periferie proprio per far capire che vogliamo fare tornare il partito a essere uno strumento di partecipazione, a rappresentare gli interessi di chi da solo non può essere ascoltato, un partito inclusivo e che si apre, non di chi ha l’ansia di non essere rieletto o di non essere ricandidato”. Emiliano ha concluso la due giorni torinese con un incontro pubblico a Nichelino, popoloso centro nella prima cintura del capoluogo piemontese.

Intanto, in Puglia cominciano i conteggi nei primi circoli del Pd dove hanno votato solo i tesserati. Emiliano non sfonda: a Fasano, ad esempio, la mozione Renzi è arriva al 55% delle preferenze, con quella di Emiliano che si ferma al 26%; a Specchia, in Salento, Renzi arriva all’88%, contro il 2% del governatore pugliese; anche a Locorotondo vince Renzi 20 voti a 9.

 


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