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La seconda sezione penale della Corte di Appello di Bari ha assolto “perché il fatto non sussiste” l’ex ministro Raffaele Fitto, all’epoca dei fatti contestati presidente della Regione Puglia, e altri quattro imputati al termine del processo di secondo grado sulla vendita dei supermercati Cedis.

In primo grado

Fitto era già stato assolto, ma con formula dubitativa, la termine del processo di primo grado nell’ottobre 2012. “Per Fitto questo era un processo non risolto – ha dichiarato l’avvocato Francesco Paolo Sisto, difensore di Fitto insieme con gli avvocati Angelica Loiacono e Luciano Ancora – e l’esito dimostra che tenersi le assoluzioni è sbagliato quando si ha motivo di ritenere che lascino qualche ombra”. Altri tre imputati, oggi assolti con formula piena e destinatari durante le indagini anche di misure cautelari, il professor Antonio De Feo e Giuseppe Rochira, rispettivamente presidente e componente della terna commissariale dell’amministrazione straordinaria del complesso aziendale Cedis e il consulente della procedura di vendita Stefano Montanari, erano stati condannati a 2 anni di reclusione.

I commenti

“Ha ragione De Feo a ritenersi vittima di un processo ingiusto. La Corte di Appello ha chiarito che i fatti non sussistono. De Feo – ha detto Sisto – può ora ritenersi soddisfatto del risultato ma certo non soddisfatto di quello che ha passato”. Assolto nel merito anche l’imprenditore Brizio Montinari, che nel 2004 si aggiudicò la vendita dei supermercati per 8 milioni di euro (in primo grado nei suoi confronti era stata dichiarata la prescrizione). “La prova era così lampante – ha concluso Sisto – da non meritare neanche soluzioni di ripiego. Così vanno lette le assoluzioni nonostante i reati fossero prescritti”. I cinque imputati rispondevano, a vario titolo, di interesse privato in una procedura straordinaria, falso materiale e ideologico.


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