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Bari, i commercianti si aprono al turismo: “Assumiamo chi conosce le lingue, ma la città non è ancora attrezzata”

Pubblicato da: Daniele Leuzzi | Mer, 22 Marzo 2023 - 18:54
Interviste commercianti

L’ombra della crisi economica continua a influenzare i consumi e le vendite ma è sempre più forte la volontà di una parte degli esercenti di proporre nuove strategie di marketing e iniziative per riavvicinare una parte dei clienti al piacere dello shopping. Ecco cosa ci hanno raccontato i negozianti più ottimisti nella terza puntata sullo stato del commercio barese.

“Noto un incremento di turisti – spiega Fabio Mastrandrea, titolare di Mastro Ciccio – ma la città non sembra ancora attrezzata per accogliere (con info point) i visitatori di passaggio. In molti finiscono per conoscere Bari Vecchia ma ignorano il resto del rione Murat. E’ un vero peccato perché ci sono le potenzialità per continuare a espandere questo tipo di mercato. Infatti – conclude Mastrandrea – ho iniziato ad assumere banconiste che parlano inglese in modo da soddisfare le necessità dei clienti stranieri”.

“E’ un periodo positivo – prosegue Francesco Pagano, dipendente di Hub – al contrario del diffuso malumore espresso dalla maggioranza dei negozianti baresi. Si può affrontare questo momento storico da un altro punto di vista, lasciando da parte le solite polemiche per il parcheggio e le multe per la doppia fila. Il Comune dovrebbe creare eventi quindicennali, in modo da rendere viva la strada antistante e attirare sempre nuova clientela”.

“Sono contenta che si stia cambiando il volto delle strade centrali – racconta Alessandra Cavaliere (proprietaria di una storica gioielleria di via Argiro), ma i tempi dovrebbero essere più ristretti per evitare – per quanto possibile – disagi a noi commercianti ma anche ai pedoni”. Secondo Cavaliere il problema più grande resta uno: “A Bari non viene più nessuno. Non vengono dalla provincia e chi vive in questa città preferisce andare altrove per fare shopping”. Le ragioni passano attraverso i posti auto da una parte, l’insicurezza della città dall’altra: “Pensiamo al nostro biglietto da visita: la stazione. Pensiamo a cosa si trova davanti una persona che viene da fuori”. “Eppure – sottolinea – Bari è una città bellissima con un livello commerciale ancora alto, ma se non cominciamo a valorizzare ciò che abbiamo e anche ciò che il privato cerca di realizzare, non arriveremo a nulla. Dobbiamo unirci, fare sistema, collaborare tutti. Non bisogna solo fermarsi e lamentarsi, ma lavorare insieme per questa città”.

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