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Da una comunità gestiva lo spaccio di droga, decapitata banda di pusher della Murgia

Pubblicato da: redazione | Mer, 22 Marzo 2023 - 19:26
Luca Marrone

I carabinieri di Bari e di Andria, col supporto del 6° Elinucleo di Bari e del Nucleo Cinofili di Modugno, hanno arrestato sei persone, ritenuti appartenenti ad un gruppo criminale dedito al traffico di sostanze stupefacenti, avente sede nel comune di Minervino Murge e ramificato in Barletta e Cerignola.

Il provvedimento scaturisce da un’articolata indagine svolta dai militari di Andria, diretti dalla Procura della Repubblica di Trani, attraverso attività tecniche di intercettazioni telefoniche ed ambientali, nonché dinamiche, informative e di analisi, avviata a seguito dell’arresto di alcuni pusher in Minervino Murge, nell’aprile dell’anno scorso, e conclusa nell’ottobre 2016.

Le indagini

L’attività investigativa ha svelato l’esistenza di un gruppo delinquenziale dedito alla gestione di alcune tra le più fiorenti piazze di spaccio della Murgia settentrionale, alimentandole costantemente con significative partite di hashish, marijuana e cocaina, approvvigionate a Barletta e Cerignola, per un volume d’affari illecito stimato in alcune migliaia di euro giornaliere. Le indagini hanno portato in luce anche il ruolo verticistico di un pregiudicato, detto “u gatt”, che, nonostante fosse ristretto agli arresti domiciliari in una comunità terapeutica di Cerignola, impartiva disposizioni, tramite incontri personali e comunicazioni telefoniche, ad altri due soggetti affinché gestissero l’intera  “filiera” dell’attività di spaccio. Particolare il linguaggio criptico utilizzato dagli indagati per sviare gli inquirenti: parlavano di “olio” per indicare la quantità di stupefacente da smerciare. Tentativi vani, dal momento che l’inchiesta ha consentito di debellare il gruppo e sequestrare importanti partite di droga, tra cui una di 25 chilogrammi di hashish custodita, appunto, in un oleificio del luogo.

Sono inoltre state accertate qualificate relazioni della consorteria murgiana in Lombardia e in Francia, attinenti al narcotraffico, e che si estendevano anche nelle rinomate spiagge della Costa Azzurra, dove la richiesta del particolarissimo narco-olio era di diverse decine di chilogrammi al mese.

 

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