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C’è anche la carcassa di una tartaruga sul litorale di Santo Spirito. E c’è tanto altro: bottiglie di plastica, tappi, reti, spazzolini e cialde di caffè (elette come il materiale più inquinante del 2016). E ci sono bottiglie di vetro, abbandonate sulle spiagge come si fa in un bidone dell’immondizia. Qualcuno non ci sta e lancia – attraverso facebook – appelli alla civiltà. Lo fanno da tempo i volontari di Retake che –  due settimane fa – si sono armati di buste e hanno pulito una parte del litorale di Santo Spirito.

“Eravamo appena in trenta – racconta Fabrizio Milone. Non abbastanza per riuscire a ripulire tutto il litorale”. “Per farlo – prosegue – serve una mobilitazione di massa. E’ questa secondo me la migliore risposta che la città deve dare per riprendersi i suoi spazi e valorizzarli.

“Ieri – racconta ancora Milone – in un’ora ho riempito cinque bustoni sul litorale di Santo Spirito e oggi ho fatto un sopralluogo a Torre Quetta. Mi piacerebbe organizzare un flashmob. Dobbiamo essere in tanti. Ci sarà buona musica e tutti insieme daremo un contributo per restituire bellezza alle nostre spiagge”.

L’appello di Fabrizio – lanciato su Facebook – non è irrealizzabile. A Versova beach, sulla spiaggia di Mumbai, millecinquecento volontari hanno ripulito 2,5 chilometri di spiaggia ricoperti da rifiuti. “Io questa passione l’ho ereditata dai miei genitori: ci portavano alla foresta di Mercadante dopo Pasquetta: era ricoperta di rifiuti e noi ci divertivamo a raccoglierli. Sarebbe bello insegnarlo anche ai nostri figli”.


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