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L’ossessione di Netflix per il genere crime è indiscutibile. Negli ultimi mesi il colosso della TV on demand ha aggiunto al suo catalogo i titoli: American Crime Story, Amanda Knox (di cui trovate la nostra recensione qui), Making a Murderer, insieme a molteplici documentari meno celebri ma altrettanto interessanti.

Quello che accomuna queste serie è il fatto che sono tratte da storie vere e che hanno riscosso un prevedibile successo nel pubblico e nella critica. La motivazione sembra essere facile da intuire: la prospettiva implacabilmente intima della narrazione accoppiata agli istinti voyeuristici del pubblico assicurano che le serie siano un facile successo.

In particolare, per l’enorme impatto mediatico del caso in questione e la bontà della produzione, Il caso O.J. Simpson era destinato a diventare un classico istantaneo del catalogo Neflix-iano e del genere crime.

oj simpson

Gli autori di American Horror Story, Brad FalchukRyan Murphy, tornano sulla scena del delitto con questa produzione: un’ennesima serie antologica, stavolta con risvolto mistery crime. La serie, alla prima di quelle che promettono essere molte stagioni (ne sono già state programmate altre 3, Katrina, Versace, Lewinski) si propone come una raccolta in chiave semi documentaristica dei casi celebri di cronaca nera americana.

La storia di questa prima, notevole stagione, tratta del processo del secolo, quello ad O.J. Simpson (Cuba Gooding Jr), idolo del football americano accusato del duplice omicidio ai danni dell’ex moglie Nicole Brown e del compagno di lei. La caduta dall’olimpo sportivo di O.J. nell’inferno giudiziario ha risvolti incredibili nel tessuto sociale dell’America degli anni ’90 e un riscontro immediato nel pubblico dei giorni nostri. Il processo, già nelle premesse ha, infatti, dell’incredibile.

Nonostante gli indizi sulla colpevolezza di O.J. sembrino schiaccianti e sembrino puntare in un’unica direzione, il giocatore in pensione diventa invece in breve il simbolo della persecuzione dei neri nel sistema di giustizia americano. Il processo stesso raggiunge proporzioni spropositate, il circo mediatico e l’attenzione del pubblico spacca gli USA a metà: gli innocentisti e i fan da un lato e i colpevolisti dall’altro. Molto più semplicemente, il processo diventa la lotta dei neri contro l’oppressore bianco.

dream team

Le due fazioni sono brillantemente personificate dai due team di avvocati. L’accusa, capeggiata dalla procuratrice Marcia Clark, cerca di far condannare O.J. con la forza della propria etica professionale incrollabile e di indizi che sembrano inequivocabili. Interpretata dalla eccezionale Sarah Paulson, Marcia è una donna sola in mezzo ad uno stuolo di uomini troppo impegnati a fare commenti sessisti sul suo aspetto o a tirarle tiri mancini per prenderla sul serio. Le difficoltà di Marcia nell’ottenere un giusto processo sono sotto gli occhi di tutti nella serie e vendicano la figura dell’avvocatessa affibbiandole, dopo oltre vent’anni dalla conclusione di questa tragica vicenda, il ruolo di eroina che le spetta da sempre.

marcia clarkLa rappresentazione di classe, genere e razza si complica ancora di più quando si guarda alla difesa di O.J. Il Dream Team di avvocati assunti dal giocatore mescola professionisti, maschi, bianchi e neri, personalità interessate ai soldi e alla fama con coloro che invece puntano a rivendicare una vittoria per i diritti civili.

Tra tutti, risaltano la straordinariamente credibile interpretazione del protagonista, il veterano del cinema Cuba Gooding Jr., la figura di Johnnie Cochran (Courtney B. Vance) colui che decide di perseguire la ‘carta razziale’ nel processo e che porta il caso alla ribalta nazionale e Rob Kardashian (David Schwimmer, il Ross di Friends), l’ignaro capostipite di una generazione di personalità televisive che hanno guadagnato visibilità sulle disgrazie altrui.

Il cast stellare trascina, infine, la serie in un roller coaster emozionale di colpi di scena e capovolgimenti, fino allo sconvolgente finale: la degna conclusione di una saga vera ma incredibile e  assolutamente imperdibile.

 


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