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Ferrovie Sud Est non potrà costituirsi parte civile nel processo in cui la società è imputata insieme con il suo ex amministratore unico, Luigi Fiorillo, e altre quattro persone per una presunta truffa ai danni della Regione Puglia.

Con la costituzione delle parti è iniziato oggi dinanzi al giudice monocratico del Tribunale di Bari Laura Calzolaro il processo sull’acquisto di 52 vagoni, pagati, secondo la magistratura barese, 23 milioni in più del prezzo di mercato. Ammessa la costituzione di parte civile della Regione. Oltre Fiorillo, sono imputati Nicola Alfonso, responsabile tecnico di Fse, Giuseppe Fiaccadori, rappresentante legale di “Railconsulting srl” di Marmirolo, Marco Mazzocchi e Carlo Beltramelli, all’epoca rispettivamente rappresentante legale e procuratore speciale della società polacca “Varsa Sp. Z.o.o.” di Varsavia.

Stando alle indagini della guardia di finanza, coordinate dal pm Isabella Ginefra, sarebbero state commesse due diverse truffe fra il 2006 e il 2012 per l’acquisto di 52 carrozze. La prima truffa si riferisce all’acquisto di 27 vagoni nuovi dalla società polacca Pesa, pagati 93 milioni di euro (interamente finanziati dalla Regione Puglia) e costati – ritiene la Procura di Bari – 12 milioni di euro in più. La seconda truffa riguarda l’acquisto dalla società Varsa di altre 25 carrozze revampizzate (ristrutturate) pagate 22 milioni 500mila euro, il doppio – secondo gli inquirenti – del valore di mercato dei vagoni.


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