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Sarà processato con il rito abbreviato a partire dal prossimo 14 luglio il boss del quartiere Japigia di Bari Savinuccio Parisi, imputato insieme con altri 36 presunti affiliati al suo clan per decine di episodi di estorsione ai cantieri edili, fatti – secondo l’accusa – imponendo guardianie e carichi di merci da fornitori amici.

Altri 19 imputati, tra i quali il figlio cantante del boss, Tommy Parisi, sono stati rinviati a giudizio. I fatti contestati risalgono agli anni 2010-2015. La requisitoria del pm Antimafia Patrizia Rautiis è fissata per il 13 settembre dinanzi al gup Alessandra Susca e si celebrerà nell’aula bunker di Bitonto. Gli imputati rispondono, a vario titolo, di associazione mafiosa, estorsione, detenzione e porto di armi, lesioni personali, violazione di domicilio, invasione di terreni ed edifici, furto, illecita concorrenza con minaccia e violenza, favoreggiamento.

Nel procedimento si sono costituiti parte civile Comune di Bari, Iacp, associazione Antiracket, Ance, Confindustria, due aziende edili (Debar Costruzioni spa e Spazi Moderni srl) e tre imprenditori baresi (Domenico De Bartolomeo, Daniele Di Cagno Abbrescia e Giuseppe Barbone).

Le indagini della squadra mobile coordinate dalla Dda di Bari portarono nel marzo 2016 all’arresto di 30 imputati nel blitz cosiddetto “Do ut des”. In carcere finì anche Tommy Parisi per qualche giorno, poi fu scarcercato dal giudice. Il processo nei loro confronti inizierà il 6 luglio dinanzi ai giudici della seconda sezione collegiale del Tribunale di Bari.


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