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Avevano altre abitazioni e ville del valore di 300mila euro sparse per Bari e il resto della Puglia ma mantenevano anche il possesso di una casa popolare. E’ quanto scoperto dalla polizia municipale in collaborazione con il Comune di Bari e l’Arca, un’indagine che stamattina ha portato ad individuare 6 case popolari non utilizzate dagli assegnatari.

In due casi – è stato accertato – gli assegnaari erano morti, mentre negli altri quattro si tratta di proprietari di altri immobili. In particolare, i vigili hanno potuto constatare che quattro degli assegnatari risultano essere proprietari di case e ville, in alcuni casi immobili del valore fino a 300mila euro.

“È una vergogna constatare che vi siano persone proprietarie di case, anche molto lussuose, che conservino il possesso delle case popolari a discapito di cittadini che vivono invece sulla soglia della povertà – commenta l’assessore al Patrimonio Vincenzo Brandi – non possiamo più tollerare situazioni di questo tipo. Siamo in piena emergenza abitativa e le amministrazioni interessate stanno compiendo tutti gli sforzi possibili per contrastare questo fenomeno. In questo quadro, che mette a dura prova le amministrazioni comunali sull’intero territorio nazionale, non consentiremo a nessuno produrre profitto sulla pelle degli altri”.

Il Comune ha presentato un esposto in Procura. “Nei prossimi dodici mesi – prosegue l’assessore – saranno consegnati diversi alloggi e questo consentirà di dare una ulteriore concreta risposta al problema della casa. Tutto ciò è stato possibile anche grazie alle azioni di verifica e di contrasto alle occupazioni abusive. Le azioni messe in campo sono state molteplici. Sono allo studio anche numerosi interventi, di concerto con la Regione Puglia e l’Arca Puglia, tesi a garantire una casa a favore delle nuove fasce di povertà, prima tra tutte quella dei cosiddetti “padri separati” e “single”.


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