A provocare il contagio da Seu della bimba di 14 mesi morta domenica pomeriggio all’ospedale Giovanni XXIII di Bari potrebbe essere stato il latte somministrato crudo. E’ quanto è emerso dalla riunione che c’è stata oggi pomeriggio in Regione del tavolo di crisi sulla sicurezza alimentare. Al termine dell’incontro, alla quale hanno partecipato rappresentanti della Asl Bari, del Policlinico, dell’Arpa Puglia, dell’Istituto zooprofilattico di Puglia e Basilicata, dell’osservatorio epidemiologico e dei Nas, si è convenuto che allo stato attuale non c’è nessuna emergenza Seu in Puglia.

“Ci sono due casi confermati di sindrome emolitica uremica (di cui un caso è relativo alla bambina deceduta) e un caso sospetto con sintomi molto lievi, entrambi ricoverati all’Ospedale Giovanni XXIII di Bari”, dicono gli esperti. “Probabilmente – ipotizzano – la contaminazione deriva dall’uso non corretto di latte crudo che non può essere assolutamente utilizzato per l’alimentazione umana se non previo trattamento termico. Pertanto la Regione Puglia, tramite i suoi organi competenti, la Asl di Bari, l’istituto zooprofilattico di Puglia e Basilicata e l’Arpa, sta monitorando la situazione che in questo momento non desta preoccupazione”.

La Asl di Bari ha preallertato i pronto soccorsi in modo che vi sia un’attenzione particolare su casi anche lievi di gastroenterite emorragica per monitorare l’insorgenza di eventuali nuovi casi e trattarli precocemente.

“Si raccomanda – dicono dalla Regione – vivamente alla popolazione che tutti gli alimenti vanno consumati previa adeguata cottura per ciascuna categoria, evitando di somministrare prodotti crudi, specie ai bambini in età pediatrica”.

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