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Bari, la finanza scopre 34 lavoratori in nero: ora 21 aziende rischiano la chiusura

Pubblicato da: redazione | Mar, 25 Luglio 2017 - 12:00
(Foto di repertorio)

Trentaquattro lavoratori in nero, 8 irregolari, 21 proposte di sospensione dell’attività commerciale e due segnalazioni all’autorità giudiziaria. E’ il bilancio dei controlli nell’ambito del contrasto al lavoro sommerso, effettuati dai finanzieri del Gruppo Pronto Impiego di Bari, nel capoluogo e in alcuni comuni della provincia.

Uno scenario preoccupante: su un totale di 26 attività commerciali controllate nell’intera area metropolitana cittadina ed un numero complessivo di 77 lavoratori identificati, sono stati riscontrati 34 lavoratori in “nero” ed inoltrate 21 proposte di sospensione dell’attività commerciale; 8 i lavoratori irregolari (soggetti ad infedele registrazione sul libro unico del lavoro) e 2 attività commerciali segnalate all’autorità giudiziaria, per non aver ottemperato al provvedimento di sospensione emesso dalla competente autorità.

Ai datori di lavoro sono state contestate le sanzioni previste in materia di irregolarità contributiva (la cd. “maxisanzione”, applicata per ciascun dipendente in nero rilevato). Complessivamente sono state contestate sanzioni per un totale di circa 200.000 euro. Di rilievo l’impatto sociale e le dirette conseguenze a favore dei lavoratori impiegati “irregolarmente” o “in nero”: la legge, infatti, prevede in questi casi l’immediato riconoscimento dei loro diritti previdenziali, assicurativi e contributivi; diritti, questi, che altrimenti sarebbero stati negati o riconosciuti solo parzialmente, con gravi conseguenze sia sulle legittime aspettative di maturazione dei requisiti pensionistici sia sulle garanzie in tema di infortuni sul lavoro.

L’attività di servizio si inquadra in uno degli obiettivi perseguiti dalle Fiamme Gialle a tutela della legalità e del corretto svolgimento della vita economica del Paese. Il contrasto al “lavoro sommerso”, ha lo scopo di individuare tutte quelle fattispecie di rapporti lavorativi nei quali il datore di lavoro, sia esso una persona fisica che giuridica, si avvale di prestazioni professionali e/o lavorative rese da un dipendente senza riconoscergli alcuna copertura previdenziale, garanzia e tutela prevista dalla legge e senza pagare le relative imposte, operando, quindi, in assenza di un contratto di lavoro ufficiale o registrato e, dunque, giuridicamente nullo/irregolare secondo le vigenti norme del diritto del lavoro.

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