Pressione al minimo e restrizioni imposte dall’Acquedotto pugliese per la crisi idrica regionale stanno causando da circa 10 giorni pesanti disagi in diverse zone della città. Domani, alle 10, sotto il palazzo Aqp è stato annunciato un sit-in di protesta. Su Facebook i lettori di Borderline24 raccontano le difficoltà quotidiane con rubinetti a secco, termosifoni fuori uso e file davanti alle (rare) fontane pubbliche a Picone, Carrassi, San Pasquale, San Paolo.

“Siamo disperati – scrive Francesco Maselli – abito nella zona via Nicolai, da lunedì non arriva l’acqua al quarto piano. Il riscaldamento non si può accendere per mancanza di acqua e di pressione. Per farci la doccia dobbiamo chiedere la cortesia ad amici e parenti”.

“Io sono pronto a scendere in piazza” scrive Francesco Catalano. “Non possiamo lavarci, non si può stare in queste condizioni”, continua Mena Acella. “Se manca il servizio non si paga unitevi tutti con un legale – aggiunge Michele Damiani – affidatevi in massa a chi tutela i consumatori”. “Noi abbiamo risolto il problema con l’installazione di un serbatoio di accumulo a piano terra”, conclude il lettore Nunzio Carfagnini.

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1 COMMENTO

  1. Problema acqua: queste crisi sono dovute alla scellerata gestione del territorio.Anticamente,quando non esisteva acquedotto,si costruivano cisterne sotto le case proprio per avere riserve di acqua.
    Ciò non è stato più fatto da decenni e nemmeno i comuni hanno mai provveduto a creare degli invasi per distribuire acqua piovana nella rete pubblica.
    Questa è buona amministrazione.
    Ma ormai l’acqua è diventata un affare mondiale,piu preziosa del petrolio.
    Chi possiede l’acqua decide il destino del genere umano.
    E allora attreziamoci di conseguenza: abbiamo grandi lastrici solari dove si può provvedere con vasche di accumulo oppure convogliare l’acqua in grandi cisterne sotterranee,poi distribuita nelle case con autoclave.
    Così si abbatterà anche la spesa e il consumo di questa preziosa risorsa.

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