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Giusy vive con il marito, la figlia e i piccoli nipoti in una casa al settimo piano del quartiere Picone. Da settimane i rubinetti sono a secco. Nonostante l’autoclave pagata 600 euro.
Borderline24 ha deciso di dare voce alle vostre storie. Per sensibilizzare maggiormente le istituzioni, dalla Regione all’Acquedotto, affinché venga trovata una soluzione al problema. Perché ci sono migliaia di famiglie che ormai da settimane vivono in condizioni di precarietà.
Ecco la storia di Giusy
“Io vivo con mio marito, mia figlia e i miei nipoti in un appartamento al settimo piano del rione Picone – ci racconta – e da giorni ormai non sappiamo come fare: l’acqua non arriva proprio. Abbiamo speso 600 euro per mettere l’autoclave in casa. In un primo momento l’acqua arrivava, almeno per mezza giornata. Adesso invece proprio nulla. Mio marito va avanti e dietro con le lattine e siamo costretti a comprare l’acqua per lavarci. L’autoclave è sempre vuoto, perché non riesce a riempirsi ed ora rischiamo addirittura che si rompa. La casa è un porcile e qui ci sono dei bimbi. Aiutateci. Non ne possiamo più”. 

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ConfagricolturaBari
CattolicaBari

2 COMMENTI

  1. I politici, in Regione e in Comune, confidano nella memoria corta dei cittadini e torneranno tranquillamente a chiederne i voti alle prossime elezioni mentre alla dirigenza AQP, stravaccata su comodissime poltrone con stipendi da favola, non succede assolutamente niente.

  2. Non si vuole risolvere il problema e nemmeno mitigarlo,
    Per risolvere parzialmente il problema e calmare la Popolazione basterebbero due giorni alla settimana, (di cui uno nei giorni festivi quando non vi è necessità di alimentare massicciamente le fabbriche), per dare la possibilità ai cittadini di lavare la propria casa ed accumulare acqua per tre giorni fino alla prossima erogazione.
    Sono politiche minime di “buon governo ” dell’acqua per la gestione delle emergenze , come invece non è stato buon governo utilizzare la massima parte dell’acqua degli invasi per l’agricoltura quando,opportunamente trattata, poteva essere invece usata l’acqua reflua oppure quella dissalata.
    Non è stato buon governo non aver cercato di riparare con impegno e costanza perdite così copiose in precedenti periodi
    Ci sarebbe voluta soltanto la volontà di gestire la cosa pubblica con il senno del “buon padre di famiglia” operando con diligenza e programmando interventi a media e lunga scadenza e non ora , correre ai ripari “dopo che i buoi sono scappati dal recinto”.
    Inutile raccontarvi, perché noto agli occhi dei più sprovveduti, che il clima è in forte mutamento e la nostra Regione è a rischio di modifica del clima. E’ inutile raccontarvi, perché sotto gli occhi di tutti. le discussioni sull’assetto della Società che è deputata a gestire le acque in cui sembra di capire, al di là delle dichiarazioni “politiche”, che “pochi” si scannino tra loro giocando sulla vita di milioni di persone.
    In altre Nazioni,(Regno Unito, Olanda, Spagna), vi sarebbero state indagini serie, ricercate le responsabilità di mancato buon governo della cosa pubblica, ( non basta dire: … ma non piove da tanto tempo….”) e tutta la Dirigenza allontanata immediatamente.
    Invece, assisto ad interviste assurde, fatte dai massimi dirigenti dove si addossa la colpa dei disagi persino al cittadino che non ha pensato ad istallare una sua “l’autoclave”, (come se l’autoclave si possa installare “sic et simpliciter” magari in “mezzo alla via pubblica” visto che spesso non vi sono i locali per poterla posizionare nel fabbricato), forse ignorando che non è possibile installare una autoclave in un locale del condominio senza una copiosa maggioranza di condomini, (spesso quelli che abitano nei primi pian non hanno intenzione di procedere alla sua installazione in quanto non ancora toccati dalla assenza di acqua).
    Dove si vuole arrivare…è possibile che si voglia privatizzare la gestione dell’acqua adducendo “benefici per la Comunità” per poi finire come alcuni Paesi latino americani sotto il ” tallone” delle multinazionali con tutto quello che poi succede… oppure vivere le “favolose esperienze” di alcune zone della Sicilia dove si spremono i cittadini di quelle zone con canoni inauditi sul consumo di acqua erogata da parte dei Società Private per poi scoprire che Esse non spendono un solo euro per la sua manutenzione.
    Poveri a Noi….

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