Oggi abbiamo chiesto ai comitati di quartiere come stanno vivendo il Natale, tra luci, eventi e manifestazioni. Per il comitato di via Sparano “l’atmosfera è ben lontana dall’essere natalizia”.

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Ecco il testo di Eugenio Lombardi, in rappresentanza del comitato.

“Il Natale in centro?” E’ una domanda di sempre, per chi vive in periferia come la grandissima parte dei baresi. E si sa, a Bari da sempre le periferie sono luoghi in cui il Natale non si vede, ma forse si sente più che in altri luoghi della città. Per una città come Bari, che poco alla volta ha concentrato nel centro attenzioni e interessi, la domanda assume particolare significato.

Se tutto ha senso nel centro, qual è la percezione che se ne trae? In questi giorni è stata fatta girare sui social una immagine di via Sparano invasa da una folla smisurata, come mai se ne era vista nelle domeniche del tempo che fu alla Fiera del Levante. Una osservazione più attenta ha fatto emergere l’utilizzo di uno zoom che ha massacrato la realtà, schiacciando tutta la strada in poche decine di metri e concentrando tutta lì la gente. Chissà, forse c’è stato anche un fotomontaggio per “documentare” quale entusiasmo abbiano prodotto i parziali lavori di rifacimento della strada.

Non ci vuole molto a riportare tutto con i piedi per terra: di sera a via Sparano c’è gente attratta da alcuni negozi che continuano a tirare, come accadeva prima. Con la differenza che l’atmosfera è ben lontana dall’essere natalizia: poche luminarie, ben meno attraenti di quelle che inondavano di luce le palme che non ci sono più. E anche i negozi sopravvissuti alla crisi nerissima, che non ha voglia di andar via, stanno molto attenti a spendere. E’ il consumismo a farla da padrona e se si cerca un po’ più atmosfera natalizia, quest’anno via Argiro è vincente sulla sua sorella.

Per chi abbia voglia di tradizione, è d’obbligo spingersi fino a piazza del Ferrarese per l’albero natalizio, finalmente tradizionale, prestando molta attenzione a non guardarsi intorno. Qualcuno chiederà: e la ruota panoramica? Da giorni salirci è molto arduo, tra improvvisi black out e gelida e ventosa pioggia l’atmosfera è ben poco natalizia, ma naturalmente c’è chi non si scompone e magari attende qualche bella giornata per festeggiare con la vista dall’alto.  Ma anche questo, non fa Natale, tranne che per gli organizzatori che ne hanno imposto e giustificato la presenza.

Forse allora la domanda dovrebbe essere: “Dov’è il Natale a Bari”. E la risposta verrebbe fuori da sola: nella speranza di un rinnovamento vero, che metta da parte i meccanismi che hanno schiacciato Bari sotto interessi immediati, commerciali, imprenditoriali, politici e non vogliono saperne di cedere il passo a visioni più pulite, oneste, alternative, sincere. Avremmo voluto una via Sparano rifatta con molta semplicità e tanto verde, avremmo voluto cori di Babbi Natale ovunque in centro come nelle periferie e magari qualche piccolo mercatino tradizionale anche dove di tradizionale, di identitario, non c’è più nulla.

E meno pressione sul centro della città: se continua così, al termine delle feste sarà finita anche la sua festa e la ruota, triste e solitaria, continuerà per un po’ a girare per nascondere, dall’alto, le tante brutture che condizionano la vita di ogni giorno. Ecco cosa vorremo a Bari, in cntro come nelle periferie: Natale tutti i giorni, ma un Natale vero”.

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