Oltre cinque ore di discussione in aula per arrivare all’elezione del nuovo presidente del Consiglio comunale di Bari. Con una prova di forza, la maggioranza di centrosinistra ha eletto Michelangelo Cavone alla massima carica dell’assemblea cittadina (24 voti su 26 espressi, due sono andati a Francesca Contursi). Buona parte dell’opposizione non ha partecipato all’elezione (per assenza al momento del voto o per non aver ritirato la scheda).

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Decine di interventi da parte dei consiglieri, in primis di opposizione, con ripetuti richiami alla presenza del numero legale, si sono susseguiti, con polemiche su questioni formali, di regolamento e sull’opportunità che il Pd esprima, dopo le dimissioni di Pasquale Di Rella, anche il presidente del Consiglio. Le polemiche hanno visto toni accesi e scontri tra  maggioranza e opposizione ma anche frizioni all’interno della stessa minoranza. Al dibattito ha assistito l’intera Giunta, con a capo il sindaco Antonio Decaro. E proprio Di Rella il primo ad aver acceso le polemiche. L’ex presidente ha chiesto a più riprese al segretario Donato Susca e a Michelangelo Cavone, presidente per l’occasione e candidato unico del Pd, di invalidare la seduta per il ritardo col quale sono stati avviati i lavori per mancanza del numero legale (alcuni consiglieri erano in ritardo) e la seduta è partita in seconda convocazione alle 9.32, vale a dire 33 minuti oltre quanto previsto da regolamento.

“Iniziamo male – ha incalzato Di Rella – violando il primo comma dell’articolo 34 del regolamento del Consiglio comunale”. Di lì si sono susseguiti una serie di interventi dei consiglieri di minoranza (Melchiorre, Carrieri, Caradonna, Picaro e Di Paola) che hanno dibattuto a più riprese sull’opportunità di procedere con la votazione. Superata la questione si è dibattuto sulla questione democratica e di opportunità nella scelta di un presidente espressione del partito di maggioranza.

Polemiche sono emerse anche tra consiglieri di minoranza vicini: Carrieri, Melini e Di Paola, questi ultimi accusati di concertazione con la maggioranza. Melchiorre ha chiesto esplicitamente a Cavone di dirimere l’eventuale sovrapposizione di ruoli con la sua carica all’interno della Città Metropolitana, con deleghe “Promozione e Coordinamento dei sistemi di Viabilità e Trasporti”, cosa che il neo presidente ha annunciato di fare immediatamente dopo l’elezione. Mentre lo stesso Di Rella ha ricordato quanto accaduto alla consigliera Irma Melini (con l’insulto arrivato su una scheda in commissione) e ha dichiarato esplicitamente (il voto è segreto) che sarebbe stato opportuna votare per una donna e che avrebbe dato la sua indicazione a favore Francesca Contursi. Dopo aver votato all’unanimità un maxi emendamento presentato da Di Rella per correggere alcuni errori nella delibera di convocazione del Coniglio si è passati alla votazione del nuovo presidente, alla quale buona parte dell’opposizione composta da Mangano, Melini, Carrieri, Melchiorre, Caradonna, Di Paola, Finocchio e Romito non ha voluto partecipare.

 

 

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