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“Ho scelto di fare il vignaiolo alla mia età perché sono un po’ pazzo e spero che le mie figlie non mi rimproverino l’investimento fatto in Puglia. Da abruzzese, considero oggi il Vigneto Abruzzo una regione matura. E da amante dei vitigni autoctoni ho deciso di sposare la Puglia che è molto indietro e quindi ha un grande futuro davanti”. A dirlo è Bruno Vespa, anchorman di “Porta a Porta” e produttore dell’azienda vinicola “Vespa Vignaioli per Passione”, in occasione di “Rosso Mediterraneo”, la degustazione promossa dal Consorzio di tutela del Primitivo di Manduria Dop e Docg e organizzata dall’associazione GnamGlam a Roma.

Consorzio che raccoglie circa 40 aziende imbottigliatrici, con una decina di grandi cooperative e un fiorire di piccoli produttori, in crescita negli ultimi anni. “Sono appassionato – ha aggiunto Vespa – da 40 anni di vini, allievo di Veronelli, degusto etichette diverse a ogni pasto. Prego da ultimo arrivato il Consorzio di tenere su la qualità e quindi anche i prezzi. Il Consorzio di tutela è un’area di caratterizzazione che deve far sì che nell’area a denominazione ci siano freni stretti sulla qualità. Per il Primitivo di Manduria – ha sottolineato Vespa – lo spazio di sviluppo è enorme; in California ne sono entusiasti. E io voglio partecipare al riscatto del Primitivo di Manduria”.

Intanto a Roma una degustazione guidata di dieci etichette, provenienti dai 18 Comuni su due province dell’area a denominazione, ha messo in luce vini identitari dalla caratteristica nota sapida frutto della caratteristica vite a alberello sulla fascia costiera pugliese nonché le rare produzioni di “dolce naturale”, da uve surmature lasciate in pianta.


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