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“Falda inquinata nella zona industriale di Bari e Modugno”, il sindaco Magrone vieta l’uso dell’acqua dei pozzi in casa

Pubblicato da: redazione | Lun, 29 Gennaio 2018 - 09:15
Zona industriale

Il sindaco di Modugno, Nicola Magrone, ha vietato di utilizzare l’acqua dei pozzi ricadenti in zona Asi e in Zona Industriale modugnese per l’uso domestico (per esempio, pulizia della persona) e alimentare (come la lavorazione dei prodotti alimentari) e per l’uso irriguo agroalimentare. L’ordinanza si è resa necessaria dopo la comunicazione dei risultati di una campagna di monitoraggio che hanno evidenziato una situazione di diffusa contaminazione da tetracloroetilene e da idrocarburi della falda acquifera sottostante la Zona Industriale di Bari e Modugno con “zone di falda dove i valori delle concentrazioni dei contaminanti hanno superato di diversi ordini di grandezza (o di migliaia di volte) il limite della concentrazione indicato dalle leggi vigenti”.
Tuttavia, per quanto sia esteso l’inquinamento delle acque di falda nella zona industriale, esso risulta comunque circoscritto e non c’è pericolo di contaminazione per l’acqua domestica

“Come responsabile della salute pubblica – ha detto Magrone – ho il dovere di prendere precauzioni a tutela della popolazione e quindi di disciplinare l’impiego delle acque provenienti dai pozzi dell’area industriale vietandone ogni utilizzo che possa portare alla contaminazione della catena alimentare”.

L’ordinanza sindacale è supportata anche dal parere della Asl/Sisp Area Metropolitana in qualità di organo tecnico sanitario dell’Ente Locale (v. Ordinanza Sindacale).

Intanto, in considerazione dell’estensione del fenomeno che interessa anche il territorio di Bari, è stato istituito un tavolo tecnico sovracomunale che vede coinvolti Regione Puglia, Città Metropolitana, Comuni di Bari e Modugno, Arpa Puglia, Asl, CNR-IRSA e Politecnico di Bari con compiti di monitoraggio della falda e per identificare l’origine della contaminazione e mettere in atto manovre di arginamento e risanamento.

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