Cabtutela.it
acipocket.it

Un nuovo belvedere che abbraccia il Faro, immerso in un parco. Via le auto dal curvone del lungomare di San Cataldo, spazio a pedoni e biciclette. Ecco come cambierà la zona del Faro: il progetto è stato redatto dall’architetto Mauro Saito ed è stato consegnato al Comune di Bari che ha già messo a disposizione per la riqualificazione di tutta l’area poco meno di un milione di euro.

Due i punti che saranno interessati dai lavori. Il primo è quello del Faro: il giardino che lo circonda sarà aperto alla città e ampliato. I locali esterni affidati al quartiere, all’interno potrebbe invece essere realizzato un museo. Il progetto prevede poi la costruzione di un belvedere. “Una sorta di grande solaio – spiega a Borderline24 l’architetto Saito – sospeso su questa galleria di ingresso urbana. Al di sotto una gradinata tanto da creare un teatro all’aperto”.
Il tratto di lungomare da Santa Lucia ai cantieri Ranieri dovrebbe essere chiuso alle auto: spazio quindi a pedoni e biciclette.

Nel tratto seguente, quello per intenderci da Santa Lucia fino alla spiaggetta di San Cataldo, l’intenzione è di creare (con ulteriori fondi) una camminata pedonale che si andrà a congiungere proprio con il pezzo di lungomare chiuso alle auto. La spiaggetta sarà poi dotata di servizi e di una rotonda. “Il tutto – conclude Saito – per ricongiungere il quartiere con il suo mare”.

Il progetto rientra nel piano delle coste predisposto dal Comune. “Il piano – spiega l’assessore all’Urbanistica, Carla Tedesco – dà delle indicazioni strategiche, per esempio individua tre punti panoramici lungo la costa, a Palese, San Cataldo e San Giorgio. Individua anche gli spazi da riqualificare, le zone da riservare alla mobilità lenta e così via dicendo. In alcuni punti cominciamo quindi a scendere nel dettaglio: è il caso di San Cataldo”.


© RIPRODUZIONE ANCHE PARZIALE RISERVATA - Borderline24 Il giornale - Ti invitiamo a usare i bottoni di condivisione e a non copiare l'articolo.

ConfagricolturaBari
CattolicaBari

LASCIA UN COMMENTO:

Scrivi il tuo commento
Il tuo nome qui