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“L’Acquedotto Pugliese non è trasparente, Emiliano usa la società partecipata come strumento elettorale”. I consiglieri regionali del Movimento 5 stelle hanno organizzato un sit-in di protesta per attaccare l’ennesimo cambio al vertice del cda e il dimezzamento dei fondi destinati agli interventi di bonifica delle condutture.

La nomina di Simeone di Cagno Abbrescia al vertice di Aqp è l’ultimo di un lungo elenco di ribaltoni, otto negli ultimi 17 anni. Sotto attacco anche la buonuscita per l’ex presidente Nicola De Sanctis nonostante i disagi che interessano migliaia di cittadini pugliesi: “Difendiamo l’acqua come bene pubblico”, spiega nel video Antonella Laricchia. “E’ un bene primario, deve essere garantito”, ha aggiunto il consigliere Grazia Di Bari. “Tra speculazioni e strumentalizzazioni chi soffre sono quegli utenti che non riescono ad accedere con regolarità al servizio idrico”, ha concluso Marco Galante. Lo striscione mostrato ai cronisti dai consiglieri regionali mostra una brocca d’acqua torbida, “trasparente come la gestione Aqp”.

“Abbiamo denunciato tutto dal primo momento – hanno aggiunto i pentastellati –  dalle assunzioni illecite delle quattro posizioni apicali alle consulenze ritenute anomale anche da un ente di garanzia come il Collegio dei Sindaci. Siamo stati anche in Procura e abbiamo presentato numerose interrogazioni, a cui Emiliano ha dato solo risposte incomplete.  Ma non solo: abbiamo fatto richiesta di accesso agli atti per leggere i verbali del Cda, perchè leggendo quelli verranno fuori le anomalie di una gestione che sa solo diminuire la pressione dell’acqua ai pugliesi”.

 


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