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Liste di attesa ignorate e prenotazioni di visite in meno di 48 ore. Così operavano gli esponenti del clan Capriati, oggi arrestati. Minacciando medici ed infermieri, riuscivano a saltare le lunghe code e ad ottenere in poco tempo quanto richiesto. Lo ha detto il procuratore Giuseppe Volpe, rivelando alcuni dettagli dell’indagine che ha portato oggi alla maxi operazione contro il clan che opera nei quartieri Murat e Carrassi e in alcuni comuni del nord barese, Bitonto, Molfetta, Giovinazzo e Terlizzi. Sono indagati anche un medico e due infermieri. “Abbiamo riscontrato la capacità di intrattenere amicizie con il personale sanitario – ha detto il procuratore Volpe – questi esponenti del clan ottenevano prenotazioni con una rapidità che è ignota ai cittadini normali. In realtà il personale sanitario risultava terrorizzato, non connivente o complice”.

Gli arrestati sono accusati anche di aver controllato la cooperativa che gestisce la viabilità nel porto di Bari imponendo assunzioni e di aver obbligato i commercianti del mercato di Santa Scolastica e gli ambulanti della festa patronale di San Nicola del 2015 ad acquistare merce da fornitori amici.

 

 


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