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E’ il momento più atteso dai fedeli. In fila, dopo una lunga attesa, si inginocchiano e baciano con devozione la manna di San Nicola. Miracolo per i credenti o fenomeno chimico secondo gli scettici ma come ogni anno il rito si è ripetuto in Basilica: l’acqua che sgorgherebbe dalle ossa del santo si forma nella tomba del Patrono ed è oggetto di culto per centinaia di pellegrini e baresi. Una reliquia, analizzata già nel 1925 dal Laboratorio di chimica dell’Università di Bari, che presenta un’alta percentuale di purezza. L’urna rimane suggellata per tutto l’anno e aperta solo la sera del 9 maggio.

Nell’omelia monsignor Francesco Cacucci, arcivescovo metropolita di Bari-Bitonto e delegato Pontificio per la Basilica di San Nicola, ha ricordato la figura del Patrono come un ponte fra Oriente e Occidente e fatto riferimento alla visita del Papa a Bari il prossimo 7 luglio, per una giornata di preghiera per la pace in Medio Oriente: “Non diventi un evento mediatico, ma resti un momento di fede”.


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