Elettrocardiogramma al Policlinico? Tra dieci mesi. La tac al cuore senza contrasto? Sette mesi. Anche se le liste di attesa si sono ridotte in parte, resta il problema principale della sanità pugliese. Perché attendere dieci mesi per una visita urgente porta inevitabilmente a rivolgersi al privato, con costi esorbitanti per le tasche dei pazienti.

Il monitoraggio di Borderline24

Abbiamo provato il 5 e 6 giugno a prenotare varie visite per verificare appunto i tempi di attesa. E i risultati sono stati poco confortanti. Un elettrocardiogramma al Policlinico è possibile non prima del 24 aprile, stessa data per una visita cardiologica. Va meglio invece per la prima visita senologica il 7 giugno, ma è l’unica che registra una tale disponibilità. Se continuiamo il monitoraggio troviamo la visita in  ortopedia sempre al Policlinico  disponibile ad agosto, l’8, una Tac al cuore senza contrasto il 13 febbraio, un elettrocardiogramma dinamico (holter) il 19 dicembre.

Provando a prenotare visite al Di Venere anche qui ci scontriamo con tempi lunghi, anche se non della stessa entità del Policlinico. Un elettrocardiogramma è già disponibile l’8 giugno, l’holter il 16 novembre, una ecografia ai reni il 18 giugno, alla tiroide il 10 ottobre, una rx cranio il 12 luglio che diventa 18 ottobre al San Paolo. Dove l’holter è disponibile il 20 dicembre.

I dati della Regione Puglia

Anche la Regione Puglia ha effettuato un monitoraggio tra il 9 e il 13 aprile. Dal quale risulta come media massima di giorni di attesa in tutta la regione (considerando le visite che per legge devono essere fate entro 30 e  60 giorni) 113 per una visita di chirurgia vascolare, 108 per  l’ecocolordoppler dei vasi  periferici, 120 (il doppio rispetto a quanto previsto dalla legge) per una colonscopia. In totale in una settimana sono state effettuate 46.729 prestazioni. Considerando provincia per provincia, maglia nera per Bari con 158 giorni (su 30 previsti dalla legge) per una visita di chirurgia vascolare 121 per ecografia alla mammella, 159 (su 60) per una colonscopia.  Male anche nella Bat dove ci vogliono in media ben 249 giorni (su 30 previsti dalla legge) per la visita di cardiologia vascolare, 143 per una colonscopia (su 60 previsti). A Brindisi 156 giorni sempre per una colonscopia, 79 per una spirometria a Foggia, 71 per una tac senza contrasto all’addome a Lecce (su 60 giorni). A Taranto 170 per colonscopia, 112 per una visita urologica (su 30 giorni previsti).

I nuovi codici ai pronto soccorso 

I codici bianco, verde, giallo e rosso cambieranno in numeri. La sperimentazione comincerà a gennaio  dal Lazio per poi estendersi in tutta Italia ed è stata presentata in  Conferenza Stato Regioni. Ci sarà dunque una diversificazione di livelli di precedenza alle stanze di visita in base a più dettagliati criteri di valutazione da parte dell’infermiere specializzato, preposto all’accoglienza e al triage, cioè alla determinazione delle priorità. Per esempio: si arriva al pronto soccorso con dolori all’addome. Dopo un primo esame viene assegnato il numero 2 se si corre il rischio di una occlusione intestinale, che potrebbe scendere al 3 o al 4 se si tratta di un disturbo di lieve entità. Le priorità sono ovviamente al numero uno. L’obiettivo è di ridurre le attese nei pronto soccorso ed evitare che casi ad esempio indicati come codice verde in realtà possano essere ben più gravi.

L’attesa attuale

Sul sito dedicato alla Sanità della Regione Puglia è possibile monitorare anche i tempi di attesa nei pronto soccorso di tutta la Regione, in tempo reale. Abbiamo verificato l’andamento in una giornata. E dai dati risulta che la struttura più ingolfata, dove l’attesa supera l’ora (è il massimo parametro previsto, quindi quel >1hr potrebbe corrispondere anche a quattro ore di attesa per esempio) è il Giovanni XXIII, soprattutto per i codici verdi.

Progetto Liste di attesa di Amati

Il progetto di legge sulle liste di attesa, proposto dal consigliere regionale Fabiano Amati, sarà in discussione in Consiglio regionale il 21 giugno. Prevede la sospensione dell’attività libero-professionale nel caso di mancato allineamento con i tempi dell’attività istituzionale, l’istituzione per ogni Asl, per il Policlinico e per gli IRCCS, del Responsabile Unico aziendale per le Liste d’Attesa (RULA), che si vedrà riconosciuta la retribuzione di risultato solo se sarà in grado di raggiungere gli obiettivi fissati dal Piano aziendale sulle liste d’attesa.

Propone, inoltre, l’istituzione del coordinamento regionale dei RULA, per assumere iniziative utili a rendere omogenea – sull’intero territorio regionale – la risposta sui tempi e a promuovere iniziative di supporto reciproco tra le diverse organizzazioni ospedaliere per contenere fenomeni di particolare criticità. Tale organismo dovrà essere presieduto dal Presidente della Giunta regionale. Infine è prevista l’adozione da parte della Giunta regionale, nel termine di sessanta giorni, del Piano regionale per il governo delle liste d’attesa.

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