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“La passione per la maglia biancorossa è innata. Ci permette di superare le sconfitte sul campo e i periodici problemi societari”. Franco Spagnuolo, presidente dell’associazione La Bari Siamo Noi, racconta il sentimento comune dei tifosi che frequentano la sede in via Alberotanza. Da un lato la cocente delusione per la sconfitta al primo turno playoff col Cittadella, dall’altro la voglia di tornare in campo magari con una squadra con meno “stelle” e più calciatori locali legati al territorio.

Ma la più grande delusione di fine campionato è l’addio “silente” di Fabio Grosso. Nessun messaggio via social, nessun ringraziamento per i supporter che partita dopo partita hanno dato fiducia incondizionata all’allenatore ex Juventus primavera. Nonostante una qualità di gioco inespressa nel modulo 4-3-3 e il silenzio stampa con i giornalisti locali. “Lo stadio non lo ha mai fischiato, anzi Grosso è stato sempre incitato. E’ chiaro che dopo questo addio per il suo ritorno al San Nicola su un’altra panchina non saranno baci e abbracci”, aggiunge nel video Franco Spagnuolo.

In vista della prossima serie B si annuncia l’ennesimo ribaltone nelle gerarchie della rosa. “Negli ultimi anni sono andati via tantissimi calciatori, dalla storica remuntada (2013-14) è rimasto solo Stefano Sabelli. Dovrebbe andare anche lui via, dopo un fallimento bisogna ricostruire da zero”. Tra i 6mila iscritti a La Bari Siamo Noi (che riunisce 32 club, quattro all’estero) è centrale il concetto di “baresità”. “Impossibile avere undici Giovanni Loseto. In squadra vorremmo più calciatori che sappiano cosa vuol dire per questa città l’attaccamento alla maglia”.


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