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Bari, la “telenovela” del Palagiustizia: arriva la richiesta dell’Inail. La proroga allo sgombero degli uffici è più vicina

Pubblicato da: Samantha Dell'Edera | Mar, 7 Marzo 2023 - 20:10
decaro

Questo pomeriggio l’Inail, proprietaria dell’immobile di via Nazariantz, sede del tribunale penale, ha trasmesso ufficialmente al Comune di Bari la richiesta di proroga per i termini dello sgombero del palazzo.

“Finalmente è arrivata la richiesta di proroga auspicata da diverso tempo – spiega Decaro -. Ora i tecnici del Comune si metteranno a lavoro per valutare le eventuali misure cautelative per concedere più tempo per il trasloco degli uffici giudiziari. Mi auguro che il Ministero ora voglia cogliere questa opportunità per accelerare i tempi delle decisioni e individuare presto un nuovo immobile dove trasferire la sede del tribunale penale”.

L’ultimatum poche ore prima

Il sindaco Antonio Decaro è tornato all’attacco sulla questione del Palazzo di Giustizia di via Nazariantz. Se non arrivava entro oggi la richiesta di proroga per lo sgombero, avrebbe chiesto una riunione al prefetto per “assumere le decisioni necessarie”.

Lo ha comunicato lo stesso primo cittadino, in seguito alle dichiarazioni di questa mattina del procuratore Giuseppe Volpe.  “Le parole allarmate del procuratore Volpe sul futuro del Palazzo di Giustizia non sono per noi una sorpresa – ha detto il sindaco di Bari Antonio Decaro -. Abbiamo ascoltato in questi mesi il grido d’allarme giunto da magistrati e avvocati, a conferma di quanto noi abbiamo sostenuto sin dall’inizio. È necessario che l’Inail, proprietario dell’immobile, o il Ministero, che quell’immobile lo occupa, attestino la necessità di ulteriore tempo per lo sgombero. A quel punto sarà il Comune di Bari ad assumersi la responsabilità, prescritte eventuali misure cautelative, di valutare di concedere ulteriore tempo necessario allo sgombero. Se non dovesse arrivare una richiesta di proroga entro stasera chiederò al Prefetto di convocare una riunione e sarà il Comune a sostituirsi a tutti e ad assumere le decisioni necessarie”.

“Noi sindaci – ha continuato –  siamo abituati a prenderci le nostre responsabilità e se serve al bene della comunità anche ad assumere iniziative che non ci competono. L’ assenza di una richiesta esplicita da parte di uno dei due soggetti sembrerebbe dire che non ci sono necessità. Invece, questo contrasta con la presenza all’interno di quel palazzo di magistrati, personale di segreteria, fascicoli dei processi e strumenti di lavoro che il Ministero non sa nemmeno dove collocare. È incomprensibile – ha concluso Decaro – pretendere dai tecnici di un Comune una proroga di termini per lo sgombero di un immobile che era e resta inagibile, senza che nessuno lo chieda manifestandone la necessità”.

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