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Il sistema sanitario pugliese, pur migliorando, produce ancora inefficienze organizzative che hanno ripercussioni anche sui costi. E’ quanto emerge dal rapporto “Ospedali a costi standard” elaborato dall’Aress diretta da Giovanni Gorgoni, lo studio è stato presentato ieri mattina e il risultato finale ha sia luci che ombre.

Con una migliore efficienza, nel 2016 la Puglia avrebbe potuto risparmiare o utilizzare meglio 318 milioni di euro nel comparto sanità. Sotto accusa l’intero sistema, dai ricoveri alla spesa farmaceutica passando per l’impiego del personale e l’utilizzo delle attrezzature. La notizia positiva è che rispetto al 2015 c’è stato un miglioramento: infatti, la differenza tra i “costi effettivi”, cioè quelli realmente sostenuti, e quelli “standard” si è ridotta del 5%.

Prendendo in esame il 2016, dai dati elaborati dall’Aress si evince che la Puglia ha avuto costi totali per circa 2miliardi e 628 milioni di euro; se si fosse lavorato con migliore organizzazione e impiego delle risorse, i costi sarebbero scesi sensibilmente, sino a 2 miliardi e 310 milioni. In pratica, la Puglia avrebbe potuto “risparmiare” 318 milioni, questo è lo scarto tra i “costi effettivi” e i “costi standard”. Anche se non è appropriato parlare di risparmio vero e proprio, in realtà quei 318 milioni sarebbero stati impiegati diversamente. Nel dettaglio, per i ricoveri sono stati sprecati circa 180 milioni, per la specialistica poco meno di 100 milioni, nei pronto soccorso la differenza tra costi effettivi e quelli standard è di poco inferiore ai 50 milioni.

Diamo uno sguardo analitico a quello che avviene in ogni singola Asl: nell’azienda sanitaria di Lecce, i costi effettivi superano quelli standard di 53 milioni (483 contro 430); nell’Asl di Taranto lo scarto tra spesa effettiva e standard è di 46 milioni, l’Asl di Brindisi è l’unica in tutta la Regione ad operare in efficienza, visto che i costi effettivi (230 milioni) sono inferiori ai costi standard (249 milioni). L’azienda sanitaria di Bari ha uno scarto negativo di 46 milioni, l’Asl Bat di appena 5 milioni, mentre la differenza tra costi effettivi e quelli standard nell’Asl di Foggia è di 72 milioni.

La buona notizia è che, rispetto al 2015, la Puglia migliora le sue performance: infatti, lo scostamento tra costi effettivi e costi standard passa da 453 milioni nel 2015 a 318 milioni nel 2016. In termini percentuali, lo scarto tra costi effettivi e costi standard passa dal 19% del 2015 al 14% del 2016. Cosa significa? Che, nonostante il sistema sanitario ancora non sia del tutto efficiente dal punto di vista dell’impiego delle risorse, ha ridotto gli sprechi. E’ un primo effetto, secondo gli esperti, del piano di riordino ospedaliero che la giunta Emiliano sta portando avanti da ormai due anni. Non è una casualità che tutte le aziende hanno ottenuto dei miglioramenti nel 2016 rispetto all’anno prima, fatta eccezione per l’Asl Foggia e l’Asl Bat che registrano perdite di efficienza. Tra le aziende che registrano le performance migliori la Asl Bari e quella di Brindisi.


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