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Gas tossico oltre i limiti di legge e qualità dell’aria sotto esame. Da quattro anni a Bari la concentrazione media annua di biossido di azoto (NO2) è superiore al valore norma di 40 microgrammi al metro cubo (µg/m3). Si tratta di un gas dannoso per la salute che si forma nelle combustioni ad alta temperatura. Prodotto da motori a scoppio e impianti termici. Nel 2015 oltre i 50 µg/m3, lo scorso anno in riduzione a 43 µg/m3. Nei limiti idrocarburi e PM10.

I valori più alti di inquinanti sono stati registrati in corso Cavour (nel 2017 oltre i 45 µg/m3), Carbonara 41 µg/m3 e poco giù via Caldarola (39 µg/m3). Su quattro centraline dell’agenzia regionale Arpa a preoccupare è quella posizionata tra la via dello shopping barese e via Dante. Un cabina circondata dai motorini in sosta, a ridosso delle file e del traffico intenso. Rilevazioni che potrebbero non risultare fedeli al valore medio cittadino “veritiero”, quello che indica la qualità dell’aria nel capoluogo pugliese.

Per questo Comune e Arpa, a 100 metri di distanza, hanno stabilito un secondo laboratorio mobile su due ruote posizionato nell’area pedonale del teatro Petruzzelli (foto anteprima). “E’ un processo di verifica – ha spiegato l’assessore Pietro Petruzzelli –. Confrontiamo i dati per quei due punti di corso Cavour. Il biossido di azoto in calo anno dopo anno è sotto controllo”.


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