Manifestazione oggi in piazza Libertà contro il decreto Salvini che prevede l’abolizione degli sprar, i servizi di accoglienza per i richiedenti asilo e i rifugiati.

“Facile fare il ministro senza conoscere davvero le realtà dei Comune – commentano i rappresentanti degli Sprar di Puglia –  Facile scrivere leggi e guadagnarsi voti. Difficile gestire situazioni dal di dentro, ed è questo che dobbiamo chiedere ai nostri concittadini che non sanno cosa sta accadendo. Si creerà ancora più insicurezza per la strada, ci troveremo per strada ancora più emergenze”.

“In tanti anni – si legge in una nota del coordinamento –  abbiamo dato modo ai territori nei quali eravamo presenti di poter crescere sia in termini di persone che sono rimaste e si sono inserite nel tessuto economico e sociale che in termini di ritorno in quanto ad assunzioni, affitti, manutenzioni, negozi e supermercati, professionisti, corsi di formazione.  Da uno Stato che predisponeva dei servizi per l’accoglienza dei Richiedenti Asilo e ne strutturava i percorsi di integrazione, fornendo strumenti per la realizzazione di un piano di interazione sociale, stiamo passando alla delegittimazione di ogni attività di supporto e addirittura al non riconoscimento della figura del richiedente asilo cominciando dal non permettere l’inserimento negli sprar e a non concedere i servizi minimi di accoglienza quali per esempio i corsi di italiano, indispensabili per interagire con il territorio nel quale si sta”.

“Il decreto – prosegue la nota –  prevede l’istituzione di grandi centri nei quali far soggiornare i richiedenti asilo, senza servizi di alcun tipo, favorendo la creazione di sacche di disagio e criticità determinate dalla mancanza di tutele, per poi criminalizzare gli stessi richiedenti asilo che ovviamente si troverebbero a stazionare tutto il giorno in prossimità di questi grandi centri senza che vengano loro offerte le condizioni per una integrazione sociale e lavorativa. Vengono meno principi costituzionali e legislativi per le famiglie con minori costrette in centri promiscui senza tutela per l’infanzia e l’adolescenza, così come per i portatori di handicap o di gravi malattie. Tutto spazzato via in nome di una campagna di terrorismo nei confronti di chi viene da altri Paesi sfuggendo a persecuzioni e morte, per creare consenso e voti, passando sopra alle tragedie che queste persone vivono”.

Da qui l’appello a Comune e Regione. “Chiediamo che le istituzioni, gli enti locali, la Regione reagiscano a questa grande mancanza di solidarietà umana che vorrebbe annullare la nostra etica e trasformare la società in una guerra di tutti contro tutti, cominciando dai più deboli”, conclude la nota.


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