Il Consiglio regionale lavora in una sede che è ancora cantiere. A rincarare la denuncia sui nuovi uffici di via Gentile è il Movimento Cinque stelle.

“Leggiamo non senza stupore – si legge in una nota –  le parole di Emiliano che continua a parlare della nuova sede del Consiglio regionale come di un caso di eccezionale efficienza nella conduzione di un appalto. Parole che suonano davvero come una beffa nei confronti di tutti i pugliesi che hanno pagato con i loro soldi questa struttura. Ma ci chiediamo? Cos’altro deve accadere perchè si possano mettere in dubbio alcune procedure anche al fine di poterle migliorare in futuro: una sede progettata 17 anni fa i cui lavori si dovevano concludere 7 anni fa, che è costata quasi il doppio rispetto al costo iniziale, finita al centro di scandali come quello delle plafoniere d’oro che ancora oggi sono al vaglio degli inquirenti come tante altre spese quantomeno “sospette”. E la pioggia all’interno dell’edificio di qualche giorno fa è stata solo, è il caso di dirlo, la goccia che ha fatto traboccare il vaso”.

Disservizi che continuano a causare problemi. “Ci chiediamo – si legge nella nota –  ad esempio, come sia possibile che ieri si siano tenute delle commissioni in una sede pare non essere stata ancora dichiarata agibile, tanto che, stando alle parole pronunciate ieri da alcuni consiglieri in VII Commissione, sembrerebbe che siano state rigettate le domande  di ingresso ad assistere alle commissioni in quanto la struttura è agibile solo per dipendenti e addetti ai lavori, la cui sicurezza evidentemente vale meno di tutti gli altri cittadini pugliesi. E’ possibile che si sia permesso che i lavori della casa  che dovrebbe rappresentare la legalità dei pugliesi iniziassero in deroga alle stesse leggi che i rappresentanti delle istituzioni dovrebbero far rispettare? Ci piacerebbe che Emiliano ci rassicurasse su questo punto, anziché venire in commissione a degnarci della sua presenza unicamente per deridere le denunce fatte”.

Altra questione è quella dei collegamenti non ancora assicurati: mancano le navette promesse dalla stazione fino a via Gentile. “Anche la stazione Torre Quetta alle spalle del nuovo Consiglio, pomposamente inaugurata, è difficilmente raggiungibile essendo la strada che la collega alla nuova sede ancora cantiere, mentre tutto lo spazio attorno alle due nuove strutture è totalmente al buio la sera. Problemi che, anche in questo caso, non ci sarebbero stati se i lavori fossero stati eseguiti secondo i tempi stabiliti e non in fretta e furia”, conclude  la nota.

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